Il telescopio spaziale James Webb ha rilevato l’anidride carbonica nell’atmosfera di un esopianeta

da Hardware Upgrade :

Solamente pochi giorni fa abbiamo scritto delle nuove immagini di Giove catturate dal telescopio spaziale James Webb. Si tratta di immagini molto belle che dimostrano le potenzialità del nuovo strumento scientifico che ha ancora una lunga vita operativa davanti a sé. Ma ovviamente il JWST non è solo pensato per “farci sognare” con immagini stupende (come quelle mostrate il 12 luglio), il telescopio è infatti in grado di raccogliere nuovi dati grazie agli strumenti di bordo.

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Proprio grazie a queste potenzialità è stato possibile rilevare la presenza di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera di un esopianeta. Gli scienziati hanno utilizzato JWST per caratterizzare WASP-39 b, un gigante gassoso che si trova a 700 anni luce dalla Terra e che orbita attorno a una stella simile al nostro Sole. Questo è un elemento importante in quanto, pur non essendo un pianeta come il nostro, fornisce elementi importanti per capire come evolvono pianeti in altri sistemi solari.

Il telescopio spaziale James Webb e l’anidride carbonica su WASP-39 b

Durante la conferenza per l’annuncio delle prime immagini si era già parlato della caratterizzazione dell’atmosfera di un esopianeta: in quel caso però si trattava di WASP-96 b dove gli scienziati avevano rilevato del vapore acqueo che si diffonderebbe come una specie di “foschia”. Nel caso di WASP-39 b invece la concentrazione dell’anidride carbonica ha attirato l’attenzione. Ora lo studio derivante è stato accettato per la pubblicazione su Nature.

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WASP-39 b, come detto, è un esopianeta simile a Saturno per massa con un diametro che è però 1,3 volte quello di Giove. Questa sua forma “rigonfia” è in parte dovuta alla temperatura (intorno ai 900°C) causata dalla vicinanza con la stella intorno alla quale orbita in quattro giorni, circa 1/8 della distanza Sole-Mercurio. Le precedenti osservazioni con altri telescopi avevano rilevato elementi come sodio e potassio oltre a vapore acqueo (e l’assenza di metano) ma, grazie a telescopio spaziale James Webb, è stata anche rilevata l’anidride carbonica.

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L’analisi è stata possibile grazie al transito dell’esopianeta davanti alla stella con la luce di quest’ultima che attraversa l’atmosfera e che quindi può essere caratterizzata grazie al variare della lunghezza d’onda stabilendo da quali elementi è composta. Lo strumento del JWST impiegato per questa rilevazione è stato NIRSpec dove lo spettro tra i 4,1 µm e 4,6 µm ha messo in evidenza la presenza di anidride carbonica in maniera chiara (l’analisi è stata eseguita tra i 3 µm e i 5,5 µm).

Gli scienziati sono rimasti sorpresi dalle capacità di telescopio spaziale James Webb e ora si guarda alla possibilità di caratterizzare esopianeti più piccoli e simili alla Terra. In generale lo scopo è quello di avere un’idea di come altri sistemi solari si formino ed evolvano nel tempo trovando così similitudini e differenze con il nostro. La prima campagna osservativa del nuovo telescopio spaziale durerà cinque anni, che potrebbero essere estesi a dieci (o addirittura arrivare a venti visto il propellente risparmiato grazie al lancio preciso di Ariane 5). Molto c’è ancora da osservare e questo è solo l’inizio.

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