In Italia il trasporto pubblico locale (Tpl) funziona peggio che nel resto d’Europa e probabilmente non poteva essere diversamente avendo perso, complessivamente, ben 4 miliardi di euro negli ultimi cinque anni. Sono questi i risultati che saltano maggiormente all’occhio del rapporto Mind the Gap realizzato da Clean Cities, la coalizione europea composta da oltre 130 ong che punta affinché si arrivi a una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030. Difficile riuscirci, però, se le attese sotto la pensilina continuano ad allungarsi.
È finita la stagione dei meme romani?
Lo sanno bene i cittadini di Roma, le cui disavventure sono persino diventate oggetto di meme di successo su internet. L’esasperazione dell’utenza ha portato nei giorni scorsi l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) a obbligare l’Atac, azienda che si occupa della gestione del trasporto pubblico della Capitale, a predisporre indennizzi per un ammontare complessivo di oltre 3 milioni di euro contestando alla società “di avere sistematicamente disatteso, tra il 2021 e il 2023, gli obiettivi di qualità e quantità del servizio di trasporto pubblico locale, di superficie e in metropolitana”. Il tutto “senza adottare misure per colmare le carenze nella regolarità e senza riconoscere agli utenti un adeguamento delle tariffe o ristori per i disagi arrecati”.
Con l’occasione, tutt’altro che lusinghiera per l’immagine del trasporto pubblico locale, l’Atac si è impegnata a implementare un sistema innovativo di ristoro che consentirà ai titolari di un abbonamento annuale di ottenere indennizzi in caso di ritardi superiori ai 15 minuti del mezzo di trasporto su cui intendono viaggiare direttamente via app, erogati sotto forma di credito su un borsellino elettronico.
Una innovazione che sorprende pure Claudio Magliulo, head of campaign di Clean Cities Italia che a Wired dichiara: “Se questo fosse automatico si tratterebbe di qualcosa senza precedenti. In alcuni paesi europei gli utenti dei treni regionali e nazionali possono chiedere un rimborso per ritardi significativi, come in Italia da decenni”. Ma solo “in rari casi l’azienda di trasporto pubblico locale è obbligata a rimborsare gli utenti per i ritardi, sempre dietro richiesta espressa di rimborso: è il caso della metropolitana di Londra e di quella di Copenaghen”.
Il trasporto pubblico locale italiano è l’ultima ruota del carro europeo
Dai dati del report emerge che il servizio di trasporto pubblico locale migliore è quello di Varsavia, seguita da Madrid e Praga. Il raffronto con l’Italia e, in particolare, con le città del Mezzogiorno italiano è impietoso: per ogni utente che sceglie il trasporto pubblico locale a Napoli, Palermo, Bari o Catania, ce ne sono otto nelle città del Vecchio continente. Le grandi città italiane, inoltre, hanno la metà dell’offerta delle principali città europee se consideriamo il rapporto fra posti a sedere e chilometri percorsi.

