Quanto conta la genetica nelle infezioni del virus Epstein Barr collegato a diverse malattie? Molto. Perché potrebbe influenzare la nostra capacità di rispondere al virus. È quanto suggerisce da un nuovo studio, pubblicato su Nature.
Un nuovo studio sul ruolo della genetica
La scoperta sorprende solo in parte. Come raccontato i ricercatori – un team partecipato da ricercatori di istituti clinici e da un’azienda del mondo farmaceutico, Memorial Sloan Kettering Cancer Center, Baylor College of Medicine e AstraZeneca – da tempo si sospetta che la differenza nel rischio di incorrere in malattie in presenza di Ebv fosse la genetica (dell’ospite e del virus). Oggi avvalorano questa tesi in un lavoro che ha messo insieme immunologia, virologia e genetica. I ricercatori hanno infatti analizzato il dna di un grosso campione di persone, quantificato la quota di dna virale attribuibile al virus di Epstein Barr e osservato se c’erano delle associazioni con determinate malattie. Sono anche andati oltre, come spiegano: hanno cercato di capire che ruolo avessero nella biologia umana le varianti genetiche associate alla persistenza del virus e alle malattie.
Le condizioni associate al virus di Epstein Barr
Perché è noto da tempo che il virus di Epstein Barr sia un fattore di rischio per diverse malattie. Il virus di Epstein Barr (Ebv), meglio noto come il virus della mononucleosi, è associato in maniera causale con la sclerosi multipla, ma non è l’unica malattia cui è collegato. Anche il lupus eritematoso sistemico lo è, ma le sue infezioni sono associate anche ad un aumentato rischio di tumore. Sembrerebbe, dunque, un virus abbastanza pericoloso, eppure il quadro cambia nel momento in cui consideriamo la sua diffusione, ben maggiore di queste malattie: infetta la stragrande maggioranza delle persone, più del 90%. Come si spiega tutto questo? Questo è l’interrogativo che muove molta della ricerca sul virus di Epstein Barr, compresa l’ultima che arriva da oltreoceano.
In alcune persone i livelli del virus Epstein Barr sono più elevati
Le analisi dei ricercatori hanno riguardato il dna di circa 740 mila persone a partire da campioni di sangue. Queste hanno consentito di capire quanto dna di Ebv fosse presente nei diversi individui (il virus persiste per tutta la vita nell’ospite). In alcune persone il virus è particolarmente presente, ovvero si registrano livelli elevati di Ebv (più correttamente i ricercatori parlano di Ebv DNAemia riferendosi al materiale genetico). In media livelli elevati si osservano in circa il 10% del campione, riportano gli scienziati. Non solo: livelli elevati del virus possono essere usati come biomarcatori di diverse malattie con cui si associa, alcune già collegate in passato più volte virus, altre meno, come linfomi, artrite reumatoide, broncopneumopatia cronico ostruttiva, lupus, demenza, neuromielite ottica e alcune condizioni cardiovascolari. Capire il legame con queste malattie è difficile anche perché in alcuni casi, rimarcano gli autori, potremmo essere di fronte a condizioni di immunosoppressione (terreno più fertile per le infezioni).
Il passo successivo è stato quello di capire se determinate caratteristiche genetiche si associavano a livelli elevati del virus. E qui i ricercatori hanno scoperto almeno 22 varianti associate con livelli elevati del virus Epstein Barr. Tra questi gli scienziati sottolineano alcune coinvolte direttamente nel funzionamento del sistema immunitario, in più modi, fornendo un possibile meccanismo in grado di spiegare la diversa suscettibilità al virus e soprattutto alla sua marcata persistenza.
Genetica, virus e malattie
“Le nostre analisi mostrano che la variazione genetica dell’ospite contribuisce in modo significativo alla persistenza del dna dell’Ebv dopo l’infezione, che a sua volta si associa a una varietà di esiti fenotipici, sia noti che ipotizzati – concludono gli autori – Oltre a confermare le associazioni consolidate tra Ebv e malattie respiratorie e autoimmuni, le analisi della Ebv DNAemia hanno individuato diverse indicazioni neurologiche, tra cui rare condizioni che sono state aneddoticamente collegate all’infezione da Ebv in studi precedenti”. Sappiamo dunque qualcosa di più, ma siamo lontani dall’aver chiaro il quadro completo sul legame tra il virus Epstein Barr e diverse malattie.


