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In Estonia ChatGPT arriva in classe. La ministra dell’Istruzione Kallas ci spiega perché, anziché vietare l’AI, è meglio insegnare gli studenti a usarla

di webmaster | Feb 17, 2026 | Tecnologia


Cannes – In questi giorni in Estonia ChatGPT sta entrando nelle classi. A distanza di un anno dall’annuncio della collaborazione tra il governo di Tallinn e OpenAI per introdurre sistemi di intelligenza artificiale generativa a scuola, la ministra estone dell’Istruzione, Kristina Kallas, racconta a Wired in questa intervista gli sviluppi del piano, denominato AI Leap. “Abbiamo iniziato a distribuire le licenze a tutti gli studenti” delle superiori, spiega a margine del World AI Cannes Festival, una conferenza del settore organizzata nella città francese del cinema.

Incastonata tra il mar Baltico e la Russia, questa nazione conta 1,3 milioni di abitanti, quanti la città di Milano, ma è una delle più digitalizzate in Europa. Secondo l’ultimo rapporto della Commissione europea sul decennio digitale (attraverso cui misura i progressi dei 27), Tallinn vanta, tra le altre cose, un’adozione del cloud tra le aziende di una spanna sopra la media comunitaria (52,6% contro un 38,7%), il più alto tasso di specialiste donne in informatica e un raddoppio del tasso di adozione dell’AI nelle imprese (dal 5,19% nel 2023 al 13,89% nel 2024. E il 79% dei cittadini apprezza la digitalizzazione di servizi pubblici e privati perché semplifica la vita.

Non stupisce che Kallas (che non ha rapporti di parentela della precedente prima ministra, Kaja Kallas) abbia trovato terreno fertile per impostare un progetto che altrove avrebbe fatto sollevare più di un sopracciglio: insegnare l’AI a scuola. Compito che l’Estonia ha affidato a ChatGPT.

Ministra, partiamo dalla questione che oggi in Europa si percepisce come più delicata, quando si discute di intelligenza artificiale. Ossia la protezione dei dati. Questione ancora più delicata in questo caso, dato che interviene su dati di studenti. Quali sono le misure di protezione per mettere in sicurezza l’infrastruttura sottesa a questo progetto, soprattutto considerata l’instabilità che osserviamo nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa?

Il nostro principale partner è OpenAI. Utilizziamo la versione ChatGPT Edu, ma abbiamo sviluppato insieme a OpenAI una licenza master separata appositamente per le nostre scuole, collaborazione tra i nostri scienziati e OpenAI.
I nostri scienziati hanno contribuito in modo determinante a definire il funzionamento di questo modello per l’ambito educativo. OpenAI rispetta le normative europee sulla protezione dei dati, il che significa che tutti i dati vengono conservati su server europei, non negli Stati Uniti né altrove. I dati inseriti dagli studenti estoni nel sistema sono protetti e non confluiscono comunque nei server statunitensi. In questo senso, ritengo che la questione dei dati non rappresenti il problema più rilevante di questo progetto. Le sfide maggiori attengono piuttosto al modo in cui riusciamo a far sì che gli studenti utilizzino lo strumento in modo significativo“.

Per chiudere questo argomento: dato che collaborate con un partner americano e considerata la divergenza che osserviamo tra la visione europea della propria sovranità digitale e quella statunitense, disponete di un piano di emergenza qualora sorgessero problematiche geopolitiche e OpenAI decidesse di interrompere il progetto dal proprio versante? Siete pronti eventualmente ad abbandonare o a proseguire autonomamente?



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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