Delezenne si dirige verso la stazione per tornare a Lille: “Quando sono salita sul treno mi sono resa di avere i piedi talmente gonfi che sanguinavano, non c’era nulla di normale in tutto ciò. Arrivata a Lille ero spaventata, sono andata dalla mia vicina a chiedere aiuto, non capivo cosa mi stesse succedendo”.
La donna racconta gli effetti immediati e duraturi: “Cuore accelerato, sudorazione, gonfiore, bruciore nelle parti genitali e nelle vie urinarie. Ero in uno stato di iperattività. Nei mesi successivi ho avuto problemi di sonno, concentrazione, sensazioni strane nelle mani. Non riuscivo a trovare lavoro, pensavo fosse colpa mia”.
La scoperta dell’aggressione, cinque anni dopo
All’inizio pensa di essere stata male e basta, di aver rovinato la sua grande opportunità di lavorare al ministero della Cultura francese.
Le prime segnalazioni su Nègre emergono nel 2018, quando un collega denuncia un suo comportamento inappropriato – avrebbe tentato di fotografare le gambe di un’altra funzionaria – spingendo la polizia ad aprire un’indagine interna.
Per Delezenne, la consapevolezza di essere stata vittima di un’aggressione arriva solo nel 2019, quando la polizia la contatta: “Per me non era stata un’aggressione: ero stata male e basta. Poi mi hanno mostrato un foglio scritto dall’aggressore. Si era annotato a che ora avevo chiesto di urinare, a che ora ero sulla passerella, il colore delle mutande. È così che l’ho scoperto. Mi hanno chiesto se volessi sporgere denuncia e ho risposto di sì”.
Gli investigatori trovano infatti un foglio di calcolo chiamato “Esperimenti”, in cui Nègre avrebbe registrato minuziosamente gli orari in cui aveva somministrato sostanze diuretiche e le reazioni delle donne, insieme a foto che ritraevano le loro gambe.
Quello stesso foglio rivela che altre oltre 240 donne accusano lo stesso funzionario: “Ho passato mezza giornata a cercare le altre donne. Ne ho trovata una che aveva rilasciato dichiarazioni alla stampa, poi abbiamo creato un gruppo dove le vittime si aggiungevano a vicenda”.
Nel frattempo, nel 2019, Nègre era gia stato sollevato dall’incarico nella pubblica amministrazione e formalmente messo sotto indagine per accuse che vanno dall’uso di sostanze stupefacenti alla violenza sessuale. Nonostante ciò, durante le indagini, ha potuto continuare a lavorare nel settore privato.
La lentezza della giustizia, una seconda violenza
Il percorso giudiziario inizia ufficialmente nel 2019, ma la strada verso un processo è lunga e incerta. “Non si è mosso ancora molto. Aspettiamo il processo, ma non abbiamo notizie sul perché ci voglia così tanto tempo. Neanche gli avvocati riescono ad avere informazioni dai giudici”, racconta Delezenne. Tutte queste donne, dice, vivono “un’esperienza di vittimizzazione secondaria”, una sofferenza che si aggiunge al trauma subito.


