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In The Weight, presentato e applaudito alla Berlinale 2026, Ethan Hawke diventa eroe d’azione e Russell Crowe torna a convincere

di webmaster | Feb 18, 2026 | Tecnologia


Stati Uniti, periodo della Grande depressione. In The Weight, film più applaudito della Berlinale e tuttavia fuori concorso, un uomo sfreccia all’impazzata con l’auto, è un esperto meccanico e veterano di guerra, con una serie di problemi con la giustizia. Ma soprattutto è un padre che per proteggere e tornare a casa dalla figlia piccola farebbe qualsiasi cosa. Letteralmente qualsiasi cosa: Ethan Hawke che lo interpreta regala una performance notevole in un ruolo di grande azione, lontano dalle opere intimiste per cui lo conosciamo (la trilogia dei Before Sunrise – Sunset – Midnight di Linklater) o per cui è candidato all’Oscar (con Blue Moon, sempre di Linklater) e più vicino a sue performance d’azione del passato come La notte del giudizio, Training Day, Le ultime 24 ore.

Courtesy of Berlinale 2026  Alexander Janetzko

Courtesy of Berlinale 2026 – Alexander Janetzko

Qui lo vediamo prima spostare un masso gigante, poi accettare una mission impossible: trasportare clandestinamente un carico di lingotti d’oro lungo le insidiose foreste dell’Oregon. Il che comporta una serie infinita di sforzi e disagi, tra cui dover prendere e lanciare i lingotti pesanti (il titolo del film lo anticipava) stile baseball su un ponte di legno in rovina sospeso nel nulla, per poi scampare a tutti coloro che lo vorranno morto pur di rubargli il bottino, sopravvivere all’attraversamento di un fiume schivando tronchi giganti e superando persino un tentativo quasi riuscito di affogamento. E ancora dribblare tranelli, spari, botte da orbi, furti di auto, omicidi, crani e ossa fracassate, e chi più ne ha più ne metta. Canotta bianca e muscoli in bella vista, a 55 anni Ethan Hawke spariglia le carte in tavola, si reinventa e convince il pubblico per l’ennesima volta che può fare bene tutto, anche un thriller d’azione vecchia scuola che sfocia in un survival movie ad alta tensione.

A Russell Crowe spetta un ruolo ben diverso, antitetico, fatto di pochissima azione e molti sguardi eloquenti, è notevole come a Crowe basti davvero solo un buon primo piano per convincere. In questo film torna con grinta a un barlume recitativo che sembrava aver perso, interpretando il temibile Clancy, capo di Murphy/Hawke, colui che lo ingaggia, insieme ad altri uomini scelti, per questa impresa impossibile. Impresa muscolare, mascolina, che vede partecipare una sola, ma salvifica, donna, interpretata dalla brava Julia Jones. Il regista Padraic McKinley, esperto montatore alla sua opera prima (si stenta a credere che sia un debutto tanto è ben realizzato, ricorda a tratti il cinema di Friedkin), riesce a tenerci tutti con il fiato sospeso, pronti a tifare silenziosamente per la sopravvivenza di quell’intrepido eroe che è papà Hawke.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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