Incontro con Ethan Hawke: “Mi trasformo in Tesla, l’inventore che ha scoperto l’interconnessione”



Da Wired.it :

Nell’audace biopic di Michael Almereyda, l’attore di Gattaca e Boyhood si mette al servizio della scienza e della storia. E a Wired dice: “Il cinema ha il potere creativo di abbattere il tempo e unire tutti noi”

Park City (Utah). “Il primo a parlare di interconnessione è stato Nikola Tesla. Ci ha aperto gli occhi sostenendo che nessuno opera separato dall’altro. Siamo un solo organismo connesso e qualsiasi sia la nostra condizione umana — se stiamo bene o male, se siamo giovani o vecchi — lottiamo su questo pianeta insieme”. Così Ethan Hawke, 49 anni, cappello da cowboy in testa e una camicia rossa fiammante, racconta a Wired la sua fascinazione per uno dei più grandi geni della storia. Ingegnere elettrico, fisico, ricercatore eccentrico e, nel suo capitolo americano, mago dell’elettricità” che amava stupire il pubblico con dei veri e propri show, quasi per impedire alla tecnologia di sostituire la magia. Dietro le sue manie e ossessioni si infila il biopic di Michael Almereyda, Tesla, presentato al Sundance e uno dei titoli più attesi del 2020. Al centro, l’eterno amore/odio per Thomas Alva Edison (Kyle MacLachlan) e gli intrecci politici con George Westinghouse (Jim Gaffigan) e J.P. Morgan (Donnie Keshawarz), fino ai flirt con la figlia di Morgan, Anne (Eve Hewson), e l’attrice Sarah Bernhardt (Rebecca Dayan). A narrare il film è Anne, spesso in chiave “meta” quando per esempio interrompe la sua voce fuori campo per elencare le licenze narrative che Michael Almereyda (regista di Marjorie Prime) si è preso in fase di sceneggiatura, dalla scazzottata Tesla-Edison a suon di coni di gelato al loro incontro sulla crosta di una torta di mele. A un certo punto, illuminata dalle luci del direttore della fotografia Sean Price Williams, la figlia di J.P. Morgan si siede davanti a un Macbook Pro con la pagina di Wikipedia sotto il naso per dirci chi era e che cosa sappiamo realmente di Tesla fin qui. Su Google appaiono solo quattro immagini “provate” di Tesla, mentre Edison ottiene almeno il doppio del risultato. E intanto Anne si chiede: “È meglio avere l’approvazione degli altri o essere amati?”.

La parola a Hawke: “Almereyda mi ha subito spiegato che il suo Tesla è una specie di ingegnere alternato, riferendosi alla corrente che pervade testa e tronco dello scienziato. Di riflesso, anche il film viaggia tra scienza e magia, corrente e blackout lisergico. Al posto di mostrare Tesla mentre sfrutta le forze naturali dell’acqua sotto le cascate del Niagara, lo troviamo di fronte a uno sfondo pittorico, sopra un teatro di posa, con addosso un trench, intento a fare i suoi sperimenti. Giochiamo continuamente con l’idea di ricostruire la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e intrecciare la finzione con il genio creativo di Tesla. È un progetto che Almereyda inseguiva da tempo”. La prima sceneggiatura risale al 1983. Meglio dunque non chiamarlo film biografico: “Io lo trovo più un omaggio al cinema e alla letteratura, commenta l’attore. “Durante le riprese, Almereyda citava Derek Jarman, Henry James e, per calarci al meglio nella natura giocosa del progetto, ha menzionato persino alcuni episodi di Drunk History, la serie prodotta da Comedy Central, tratta dalla serie web Funny Or Die.

La direzione caldamente sbandata e da “inventore del cinema” di Ethan Hawke lo rendono un (diverso) Tesla dei nostri tempi: nominato quattro volte all’Oscar, regista di film personali (tra cui il doc di debutto Seymour: An Introduction), plays Off Broadway, il volo nello stesso star system di River Phoenix dopo il successo extraterrestre di Explorers (1985), prima di affiancare Robin Williams (il prof. John Keating) nel ruolo di Todd Anderson (L’attimo fuggente). Con Richard Linklater ha spezzato per sempre la linea temporale dell’attore, e la sua vita su e giù da un palco: prima, la trilogia dei Before (Before Sunrise, 1995, Before Sunset, 2004, e Before Midnight, 2013), poi Boyhood, girato dal 2001 al 2013. L’interpretazione del ministro protestante in First Reformed di Paul Schrader lo ha consegnato ai fuori-zona e agli arbitrii che nessun Independent Spirit Award potrà mai regolare.

Avevamo già avuto un Tesla super enigmatico, era David Bowie in The Prestige di Christopher Nolan, e ancor prima, nell’80, il film del croato Krsto Papić (Papich) con Petar Božović (Bozovich) nel ruolo di Nikola Tesla e Orson Welles che fa l’ex finanziere pentito J. P. Morgan. Ethan Hawke recita la parte dell’inventore serbo-americano sepolto da brevetti, disegni e una montagna di appunti. È ripreso al buio, nell’ombra, e consegnato all’improvviso alla luce del sole, mentre si apre in spaccata sui pattini in cortile. Prima di sedersi a tavola esige 18 tavaglioli di lino per ripassare i già immacolati piatti e bicchieri degli alberghi di lusso. È dalla sua ombra che arriva la spinta “al futuro” del milionario Elon Musk: Tesla è il nome della sua azienda (e relativa rivoluzione elettrica). Nel momento in cui Tesla/Hawke karaokeggia Everybody Wants to Rule the World dei Tears For Fears, sembra quasi che cinema e storia, da sempre troppo timidi per usarsi a vicenda, rendano finalmente conto a moralisti e uomini di poca fede. Tesla è ancora qua: sta soltanto a noi riaprire il suo libro/cervello fatto di progresso, scosse e macchinari misteriosi.

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[Fonte Wired.it]