da Hardware Upgrade :

Non solo il mega campus di Haifa, anche un altro importante investimento annunciato da Intel non si concretizzerà, vittima dei tagli che la società sta operando per contenere i costi. Stiamo parlando del “megalab” che, con un investimento di 700 milioni di dollari, avrebbe dovuto sorgere a Hillsboro.

Nel megalab, la cui costruzione avrebbe dovuto completarsi entro quest’anno, la società statunitense avrebbe dovuto mettere a punto tecnologie per rendere i datacenter più sostenibili, concentrandosi su problemi “di primaria importanza quali il surriscaldamento, il raffreddamento e il consumo di acqua”.


Il rendering del megalab che doveva sorgere a Hillsboro in Oregon

“Stiamo cercando di ridurre i costi e aumentare l’efficienza attraverso molteplici iniziative. Ciò include l’esplorazione di opzioni immobiliari più convenienti per continuare il lavoro di ricerca e sviluppo in ambito datacenter in Oregon che è già in corso”, ha dichiarato la portavoce di Intel, Penelope Bruce, al sito locale Oregonlive.

Intel continuerà quindi a condurre la ricerca sull’innovazione e l’efficientamento dei datacenter (con particolare focus sul raffreddamento a liquido a immersione) che aveva pianificato avvenisse nella nuova struttura, ma semplicemente avverrà in un altro luogo, sempre in Oregon, e a costi decisamente più contenuti.

Intel prevede per il 2023 di ridurre i costi per una cifra pari a 3 miliardi, salendo a una cifra complessiva di 8-10 miliardi di dollari entro il 2025. La cancellazione del megalab da 700 milioni di dollari, insieme all’accantonamento del progetto del mega campus da 200 milioni di dollari in Israele porta il computo dei tagli a circa 900 milioni di dollari. A questi numeri vanno aggiunti licenziamenti per un numero non precisato di dipendenti e altre manovre ancora a scoprire.

In questa situazione, non possiamo fare a meno di citare lo stallo sull’impianto di back-end e packaging in Italia, con il CEO Pat Gelsinger che ha pronunciato parole non esattamente rassicuranti nei giorni scorsi. Le decisioni dei vertici di Intel sono simili a quelle che stanno operando tutti gli altri colossi della tecnologia USA, da Amazon a Microsoft passando per Google, in seguito al rallentamento dell’economia e l’aumento di inflazione e tassi d’interesse.

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