Seleziona una pagina



Da Wired.it :

Come poteva sfuggire Tim Burton all’ondata di creatività indotta dall’intelligenza artificiale? Un regista come lui, il cui immaginario oscuro e grottesco è così ben delineato e riconoscibile, non poteva che diventare a sua volta un archetipo per l’arte generativa che sta spopolando negli ultimi mesi. Per esempio è molto facile immaginare come verrebbero rappresentate le principesse Disney se subissero il trattamento Sposa cadavere, o come diventerebbero i protagonisti di saghe come Il Signore degli anelli o Harry Potter se a dirigerli fosse stato il creatore di Edward mani di forbice. Eppure è il diretto interessato a non amare particolarmente questi trattamenti digitali.

TikTok content

This content can also be viewed on the site it originates from.

In una recente intervista al giornale britannico The Independent, Burton ha espresso una reazione molto contrariata a questo tipo di appropriazione: “Hanno fatto una mia versione AI dei personaggi Disney. Non riesco a esprimere come mi sono sentito”, ha dichiarato: “Mi ha ricordato quelle culture che dicono: ‘Non fotografarmi sennò mi rubi l’anima’”. Per il regista, attualmente impegnato nella realizzazione di Beetlejuice 2 (pare manchi una manciata di giorni al termine delle riprese, bloccate però dagli scioperi di Hollywood), si tratta di un’indebita appropriazione di creatività: “È come se ti succhiassero via qualcosa, ti sottraggono qualcosa dall’anima o dalla psiche. È molto disturbante, specialmente se ti riguarda da vicino. Come se un robot si appropriasse della tua umanità, della tua anima”.

Il dibattito sull’arte creata dall’intelligenza artificiale è in effetti piuttosto acceso, soprattutto dopo che negli ultimi tempi abbiamo visto immagini create digitalmente che sfruttano i tratti distintivi e a volte addirittura elementi di copyright da svariati artisti, autori e franchise notissime, da Harry Potter a Star Wars. Un altro che ha espresso critiche nei confronti di questa pratica è Wes Anderson, di recente al cinema con Asteroid City: “Se qualcuno mi manda cose del genere gli chiedo subito di cancellarle e di non mandarmene più”, ha detto a The Times of London: “Non voglio guardarle e iniziare a chiedermi: ‘È davvero quello che faccio? Significa davvero questo?’”. La ricerca di paletti all’utilizzo dell’intelligenza artificiale è anche uno dei snodi centrali per cui combattono sceneggiatori e attori in sciopero a Hollywood. Che i registi siano i prossimi?



[Fonte Wired.it]