Da Wired.it :

Quando saremo in grado di riconoscere a occhio nudo la differenza tra le immagini realizzate dall’intelligenza artificiale (Ai) generativa e l’arte creata dagli esseri umani? Durante la nostra chiacchierata su Zoom, Ari Melenciano, un’artista che lavora per il Creative Lab di Google, strizza gli occhi davanti allo schermo del suo computer e analizza le opere d’arte create con l’ausilio dell’Ai generativa: “Oggi riesco a malapena a distinguerle”, dice.

Il lancio al pubblico degli strumenti di Ai artistica, come Midjourney e Dall-E 2, ha stimolato un grande dibattito tra artisti, designer e appassionati d’arte. Molti criticano come il rapido progresso della tecnologia sia stato alimentato dalla raccolta di immagini e opere d’arte disponibili pubblicamente su internet, senza alcun riconoscimento o compenso per gli artisti a cui è stato rubato il lavoro. “Penso che il modello attuale dei generatori di arte Ai non sia etico, a causa del modo in cui raccolgono i dati, praticamente all’insaputa di tutte le persone coinvolte“, sostiene Jared Krichevsky, il concept artist che ha creato la bambola robot protagonista del film M3gan.

Rabbia e confusione

Diversi artisti continuano a manifestare la loro rabbia per il fatto che le loro opere originali siano usate per alimentare generatori di Ai senza il loro consenso: “Le loro opere vengono inserite in una macchina contro la loro volontà – spiega Krichevsky –. Questa macchina è progettata specificamente per sostituirci“. Le aziende che sviluppano i generatori Ai dovranno presto difendersi in tribunale da accuse di violazione del diritto di autore.

Al di là delle azioni legali, l’uso diffuso degli strumenti di Ai artistica continua a creare confusione. Dopo aver postato il proprio lavoro su Reddit, un artista digitale è stato accusato da un moderatore del subreddit r/Art  (una sottosezione tematica della piattaforma) di aver pubblicato un’immagine generata con l’aiuto dell’Ai. È ancora possibile distinguere a colpo d’occhio un’opera originale da una creata dall’intelligenza artificiale? “Per la persona media, non credo manchi molto prima che diventino indistinguibili, dice Ellie Pritts, un’artista che utilizza diverse forme di Ai generativa nelle sue opere.

In rete si scherza spesso sul fatto che, se guardate con attenzione, le mani raffigurate nell’arte Ai rivelano spesso conformazioni bizzarre delle dita. “Anche gli occhi possono essere un po’ strani“, racconta Logan Preshaw, un concept artist che critica l’uso degli attuali strumenti di Ai. Logan prevede che presto i sottili indizi  che un osservatore può usare per riconoscere l’arte Ai scompariranno presto. Molti artisti intervistati da Wired US concordano sul fatto che questi segnali diventeranno meno evidenti con il progresso della tecnologia e le modifiche apportate dagli sviluppatori per risolvere i problemi più comuni, come gli occhi inespressivi e il numero eccessivo di dita. 

Indizi e aiuti tecnologici

Dan Eder, artista che realizza personaggi 3D, ritiene che per provare ad individuare un’immagine generata dall’Ai sia necessario considerare il design complessivo di un’opera: “Supponiamo di essere davanti a un’armatura di un guerriero fantasy. Quando un concept artist crea l’armatura di un personaggio, ci sono cose di cui deve tenere conto: la funzionalità, il posizionamento degli arti, o quanto debba essere elastica“.





[Fonte Wired.it]