Ci vuole intelligenza (artificiale) per affrontare le sfide della sanità italiana, dalla carenza di personale all’aumento dei pazienti affetti da malattie croniche come conseguenza dell’allungamento della vita, medici e infermieri devono imparare a utilizzare le nuove tecnologie. Su tutte, l’AI. Agevolare il lavoro dei professionisti della salute accompagnandoli in un percorso di alfabetizzazione digitale e di comprensione delle potenzialità dell’AI è l’obiettivo del progetto **Il futuro della cura **lanciato lunedì 23 febbraio 2026 e promosso da Johnson & Johnson, Microsoft Italia e Fondazione Mondo Digitale, con il patrocinio di Farmindustria e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Secondo i promotori, infatti, è essenziale che gli interessati sviluppino anche capacità critiche nell’utilizzo di tali strumenti, così da usarli in maniera sicura e consapevole in corsia.
Cosa serve alla sanità italiana per usare l’AI
Serve un cambiamento anche culturale
In questo ambito, il cambiamento deve essere anche culturale. L’intelligenza artificiale è ancora poco utilizzata nella pratica clinica. Secondo i numeri citati dalla Fondazione Mondo Digitale, su un campione di 1.100 operatori sanitari intervistati dal Forum nazionale della salute digitale solo il 12% utilizza strumenti di intelligenza artificiale, con il 30% che registra difficoltà tecniche e resistenza al cambiamento, dunque una sostanziale diffidenza nei confronti del mezzo. Il 70%, però, si dichiara interessato alla conoscenza, anche professionale, di questa tecnologia. Ciò che viene richiesto, quindi, è maggiore formazione e un supporto tecnico. Solo così il personale sanitario potrà beneficiare delle potenzialità offerte dall’AI nel settore medico: dall’elaborazione di modelli predittivi in grado di anticipare l’evoluzione del quadro clinico di un paziente alla raccolta ed elaborazione dei dati per la creazione di una cura efficace, fino allo snellimento dei processi amministrativi e burocratici.
Sentito da Wired, per Renato Brunetti, presidente Fondazione Mondo Digitale, l’intelligenza artificiale avrà un ruolo dirompente nella realizzazione della cosiddetta “medicina personalizzata”, ovvero un sistema di cura costruito attorno alle esigenze specifiche di ogni paziente, con la tecnologia impegnata nella raccolta e nella sintesi di informazioni in target che possono aiutare il medico a elaborare diagnosi e terapie su misura. Al momento, questo tipo di medicina è solo un “sogno”, sospira Brunetti, ma la formazione del personale sanitario in ambito digitale potrebbe essere un primo passo in questa direzione.
Corsi, piattaforme, programmi di formazione
Gli esperti e i formatori protagonisti del progetto Il futuro della cura offriranno a lavoratrici e lavoratori del settore sanitario lezioni online, approfondimenti, eventi in presenza. Saranno poi messe a disposizione gratuitamente piattaforme digitali con contenuti sempre disponibili e consultabili. I posti sono 50mila e le iscrizioni sono già aperte.
Andrea Ceschini, formatore della Fondazione Mondo Digitale e ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale presso l’università la Sapienza di Roma, spiega che le sessioni formative online (lezioni già registrate riproducibili in ogni momento) affronteranno i seguenti argomenti: opportunità offerte dall’AI in ambito sanitario, analisi dei rischi legati a un utilizzo inconsapevole dei tool innovativi, semplificazione della burocrazia sanitaria derivante dall’impiego della tecnologia. Quest’ultima, infatti, dovrà avere un ruolo centrale nella compilazione dei report di reparto e delle to do list dei medici.


