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Interfacce neurali, gli ultrasuoni sono il futuro meno invasivo del settore?

di webmaster | Gen 30, 2026 | Tecnologia


In una prima fase, Gestala ha in programma di sviluppare un dispositivo in grado di inviare ultrasuoni focalizzati al cervello per il trattamento del dolore cronico. Studi pilota hanno mostrato che la stimolazione della corteccia cingolata anteriore, una regione cerebrale coinvolta nella componente emotiva del dolore, può ridurre l’intensità del dolore fino a una settimana.

Secondo Peng, il dispositivo di prima generazione di Gestala sarà una macchina da banco fissa. I pazienti quindi dovranno presentarsi in una clinica per ricevere il trattamento. L’azienda è in contatto con alcuni ospedali in Cina interessati a testare la tecnologia, aggiunge Peng.

La seconda generazione del dispositivo sarà invece un casco indossabile, che potrà essere utilizzato a casa dai pazienti sotto la supervisione di un medico. Oltre al dolore cronico, Gestala spera di espandersi gradualmente in altri ambiti, tra cui la depressione e altri disturbi mentali, la riabilitazione post-ictus, l’Alzheimer e i disturbi del sonno.

Come Merge Labs, anche Gestala punta in prospettiva a utilizzare gli ultrasuoni per leggere l’attività cerebrale. Idealmente, un dispositivo potrebbe individuare stati cerebrali associati, per esempio, al dolore cronico o alla depressione, e fornire una stimolazione terapeutica mirata nelle aree del cervello con attività anomala. Peng sottolinea che l’obiettivo non è il “potenziamento” degli esseri umani, ma funzioni neurali più sane.

La maggior parte delle interfacce neurali – come quella forse più famosa, sviluppata da Neuralink, l’azienda di neurotecnologie di Elon Musk – funziona rilevando i segnali elettrici generati dai neuroni. Un’interfaccia basata sugli ultrasuoni, invece, misurerebbe le variazioni del flusso sanguigno cerebrale.

In passato, Peng è stato amministratore delegato e cofondatore di NeuroXess, una startup con sede a Shanghai che sta sviluppando un impianto cerebrale in grado di leggere i segnali elettrici dei neuroni. L’obiettivo dell’azienda è consentire alle persone paralizzate di controllare dispositivi digitali e di produrre una voce sintetizzata attraverso il pensiero. Peng ha lasciato la società lo scorso anno per lavorare a Gestala.

Le interfacce neurali elettriche registrano l’attività di una sola area del cervello, per esempio la corteccia motoria”, spiega Peng. “Con gli ultrasuoni, invece, sembra possibile ottenere la capacità di accedere all’intero cervello.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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