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Internet spaziale, perché servono un protocollo e un exchange point sulla Luna

di webmaster | Dic 13, 2025 | Tecnologia


Il futuro dell’economia spaziale passa anche e soprattutto dalla connettività. La connettività gestita direttamente in orbita, ossia fra “oggetti” e “soggetti” in orbita. L’assetto attuale, basato sulla comunicazione punto-punto, dovrà necessariamente evolvere e per giunta in tempi rapidi considerando da un lato il proliferare di satelliti e di missioni – in un futuro non troppo lontano andranno in orbita anche i data center – e dall’altro l’evoluzione dello scenario geopolitico in termini di sicurezza e difesa. La questione è complessa e per la prima volta in Italia il Namex ha deciso di riunire a dibattito una serie di attori “strategici” in un evento intitolato “Internet beyond Earth” chiamati a dire la loro sulla necessità di un Internet space protocol e soprattutto di un Internet exchange point spaziale da localizzare sulla Luna.

La rete Internet spaziale dovrà essere “neutrale”

Quel che è emerso dall’evento, per iniziare, è che un’infrastruttura multistakeholder, interoperabile e neutrale – ossia a disposizione di tutti coloro che vorranno accedervi – sarebbe la soluzione ottimale. Facile a dirsi ma non a farsi tenendo conto che nello Spazio si gioca la più importante delle partite geopolitiche – la Nato lo ha definito il “quinto” dominio dopo terra, mare, aria e cyberspazio. Ma vero è che nello Spazio si gioca anche la partita del “new business”: un protocollo unico o quantomeno un sistema condiviso consentirebbe di abbattere, e non poco, i costi per le comunicazioni nonché quelli correlati relativi a hardware e software, per non parlare degli impatti derivanti dalle collisioni, il più delle volte frutto proprio della mancanza di comunicazione fra oggetti e soggetti, che si traducono in perdite infrastrutturali nonché incremento delle spese assicurative.

Per Maurizio Goretti, ceo del Namexla strada in ogni caso è tracciata e sul tema dell’internet spaziale bisogna tenere alta l’attenzione. Quel che ci proponiamo di fare di qui in avanti portare all’attenzione del dibattito nazionale una serie di tematiche strategiche per il paese, è fondamentale fare cultura e diffondere conoscenza su ciò che ha impatto concreto sulla società”.

L’Italia può giocarsi la partita

A proposito di strategia paese Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy, ha sottolineato che la questione dell’internet spaziale “apre a scenari inediti” e nel ricordare che l’Italia ha da poco approvato la prima legge nazionale sull’economia dello spazio “fra le avanguardie d’Europa”, che il nostro paese “è in pole position nella realizzazione dei moduli del Lunar gateway e che è in pista per realizzare il primo modulo abitativo sulla Luna”, ha evidenziato che “l’internet a cui siamo abituati sulla Terra servirà anche sulla Luna soprattutto per la geolocalizzazione considerato che stiamo parlando di un territorio da 38 milioni di kmq, l’Africa per fare un paragone si estende su 30 milioni di kmq”.

Riccardo Corbucci, consigliere all’Assemblea capitolina e presidente della Commissione Innovazione di Roma Capitale ha acceso i riflettori sul ruolo di Roma, dove peraltro Namex conta il suo Ixp più importante. “Nel 2026 la città metropolitana di Roma sarà capitale europea dello Spazio, un’occasione determinante per riaffermare il ruolo della capitale in qualità di centro nevralgico della space economy con un ricco patrimonio di università pubbliche e private, centri di ricerca, hub tecnologici, aziende e startup. Vogliamo sostenere gli investimenti a stare al fianco di chi investe nel settore strategico dello Spazio”.

Le architetture attuali soggette a disconnessione

Se è vero che per la messa a punto di protocollo internet spaziale ci vorrà del tempo, ammesso che tutte le parti in causa trovino una quadra, ci sono tutta una serie di iniziative e progetti che vanno nella direzione di una o più piattaforme condivide o condivisibili.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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