Internet spazio, la Russia non lo vuole


Bloccate le richieste di OneWeb per accedere ai ripetitori in Russia, per il timore di spionaggio attraverso i satelliti.

 

Un rendering artistico di quello che è uno dei satelliti lanciati da OneWeb (fonte: OneWeb)

Ostacoli si frappongono tra OneWeb e la sua corsa alla conquista di internet spaziale. La società, con sede a Londra, dal 2017 sta chiedendo alla Russia il permesso per utilizzare una determinata banda di frequenze radio per veicolare il suo segnale internet dai satelliti alle antenne poste a terra. Tuttavia la commissione statale russa per le frequenze radio ha negato l’autorizzazione.

OneWeb vorrebbe rendere operativa la sua costellazione satellitare, per garantire una copertura del segnale internet a livello globale entro il 2021, ma con questo imprevisto i tempi si potrebbero allungare di molto.

La compagnia ha già lanciato con successo i suoi primi 6 satelliti e iniziato la produzione e la programmazione dei lanci dei successivi 650. Il servizio di sicurezza federale russo (Fsb) ha però affermato che tali satelliti potrebbero essere impiegati per lo spionaggio mettendo i bastoni tra le ruote. Il rifiuto della concessione chiesta da OneWeb potrebbe essere legato al forte controllo sulla navigazione web imposto, in Russia, dallo Stato e alla volontà del paese di creare una propria rete internet indipendente.

“Internet via satellite rappresenta una minaccia strategica esistenziale al loro (dei russi, ndr) tentativo di limitare l’attività di internet entro i loro confini”, ha affermato il professor Christopher Newman della Northumbria University alla Bbc.

Siccome circa un quarto della popolazione russa non è ancora collegato a internet per via della difficoltà di portare delle linee di segnale in alcune aree del paese, “ci saranno ampie zone del territorio russo che potrebbero diventare molto dipendenti da internet dallo spazio”, conclude il professore. Questa decisione imposta a OneWeb potrebbe avere ripercussioni future anche sulle altre contendenti alla corsa verso le reti internet spaziali: Amazon, con i suoi 3.236 satelliti previsti, e SpaceX, con la sua rete da 12mila satelliti.

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