Invalsi, uno studente di terza media su tre non sa comprendere un testo


La fotografia della scolarizzazione italiana dei test Invalsi è desolante: un enorme divario tra Nord e Sud, il miraggio della matematica e l’inglese che è cosa per pochi

(foto: LaPresse/Claudio Furlan)

Sembra che la scuola italiana stia abdicando ai suoi compiti, almeno a giudicare dai risultati dei test Invalsi, presentati questa mattina a Roma, che mostrano che uno studente di terza media su tre non riesce a capire un testo in italiano, che quasi metà dei ragazzi che finiscono le superiori non sa parlare in inglese e che ci sono enormi divari di scolarizzazione tra Nord e Sud.

Secondo Roberto Ricci, direttore dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (Invalsi), per quanto riguarda la matematica, “in alcune aree l’impreparazione è tale che è come se un terzo degli studenti non avesse frequentato la scuola [superiore]”.

Questo aspetto, sostengono i ricercatori che hanno lavorato alle prove, è il problema maggiore della scuola italiana poiché “vanifica l’uguaglianza di opportunità formativa per tutti, mostrando che la vera inclusione è ancora un traguardo lontano”.

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha detto che i risultati sono “innegabili motivi di preoccupazione”. Secondo Luigi Gallo, il presidente pentastellato della commissione Cultura della Camera, è ora di parlare di soluzioni. “Le valutazioni da sole non bastano se non si attiva un processo di miglioramento. È necessario investire più risorse per sviluppare processi di miglioramento”.

La situazione alle elementari

I risultati degli Invalsi mostrano che, alla fine delle elementari, in media un bambino su quattro non riesce a capire un testo in italiano e ha gravi lacune in matematica. La situazione è migliore nell’Umbria e nelle Marche, dove i gravemente insufficienti in italiano sono solo il 15% del totale, e in Basilicata (qui ha forti difficoltà in matematica il 15% degli studenti).

I risultati sono invece incoraggianti per quanto riguarda l’apprendimento dell’inglese: l’88,3% raggiunge il livello A1 per la lettura e l’84% quello per l’ascolto. Si tratta del 5,8% in più rispetto al 2018. Fa eccezione la Sardegna dove la percentuale di successo scende al 68%.

I risultati delle medie

Le differenze tra Nord e Sud si accentuano alle medie: in Calabria solo uno studente su due riesce a comprendere un testo in italiano contro una media nazionale del 35%. La situazione è ancora peggiore se si guarda alla matematica. A livello nazionale, ha gravi lacune il 38% dei ragazzi. In Campania e in Sardegna, però, questa percentuale è vicina al 50% e arriva addirittura al 60% in Sicilia.

La stessa situazione si registra per quanto riguarda l’inglese. Più dell’80% degli studenti delle medie delle regioni del Nord e delle Marche riesce a raggiungere il livello A2. In Sicilia e in Calabria ce la fa solo il 60%, in Sardegna e in Campania pochi di più.

L’impreparazione dei maturandi

Quest’anno, per la prima volta, anche i maturandi hanno fatto il test Invalsi. I risultati mostrano che, in generale, 7 ragazzi su 10 hanno raggiunto i traguardi previsti nell’apprendimento della lingua italiana e sei su dieci quelli relativi alla matematica. L’inglese, invece, resta un buco nero per quasi metà degli studenti.

La fotografia, però, è molto più desolante se ci si prendono in esame solo i dati relativi alle performance al Sud. I ragazzi con una buona preparazione in italiano solo solo il 51% in Campania, il 46% in Calabria e il 49% in Sicilia. Quelli che non hanno lacune in matematica, invece, non superano il 36,9% in Calabria, il 39,2% in Sicilia, il 39,6% in Campania e il 41,4% in Sardegna.

Come se la cavano gli stranieri

Come era facile ipotizzare, le performance dei ragazzi stranieri sono peggiori rispetto a quelle dei loro coetanei italiani, sia in lettere che in matematica. Tuttavia, più passa il tempo, più queste si avvicinano ai livelli nazionali. Ci sono, inoltre, sostanziali differenze tra immigrati di prima e seconda generazione, ovvero ragazzi che sono emigrati in Italia nei primi anni di vita o sono nati nel nostro paese.

Per quanto riguarda l’inglese, gli Invalsi mostrano che i ragazzi stranieri sono più bravi degli italiani nell’ascolto, ma non nella comprensione del testo.

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