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Iran, come funziona lo scudo antimissile “a strati” degli Emirati Arabi che ha sventato gli attacchi di Teheran

di webmaster | Mar 1, 2026 | Tecnologia


Il radar è in grado di rilevare e seguire missili balistici a centinaia di chilometri di distanza, trasmettendo i dati ai centri di comando in tempo reale.

Una volta rilevato un lancio, i sistemi di difesa ne calcolano la traiettoria e determinano quale sarà la posizione del missile in un determinato momento del volo. A quel punto vengono lanciati gli intercettori per incontrarlo in quel punto esatto dello spazio.

Perché intercettare i missili balistici è difficile

I missili balistici viaggiano a velocità elevatissime. Alcuni superano i 20mila chilometri all’ora, un passo sufficiente ad attraversare l’intero territorio degli Emirati Arabi in pochi minuti. Spesso quindi i sistemi di difesa hanno a disposizione solo pochi minuti per rilevare, seguire e intercettare un missile prima che centri il suo obiettivo.

Per adattarsi a questa finestra limitatissima, i sistemi di difesa antimissile si affidano a diverse tecnologie che lavorano all’unisono: sensori di preallarme per rilevare i lanci, reti radar per seguire la minaccia e missili intercettori progettati per distruggerla in volo.

Perché il Golfo ha costruito gli scudi missilistici

L’espansione dei sistemi di difesa missilistica nel Golfo è stata determinata in gran parte dal rapido sviluppo dei missili balistici nella regione. Si ritiene che l’Iran possieda uno dei più grandi arsenali nel Medio Oriente.

Per questo, i paesi del Golfo hanno investito per oltre un decennio in sistemi radar, intercettori e reti di comando progettati per proteggere le infrastrutture critiche, le principali città e le strutture militari. Gli Emirati Arabi Uniti in particolare ospitano diverse importanti installazioni militari, tra cui la base aerea di Al Dhafra, che ospita forze emiratine e statunitensi.

Dopo l’intercettazione

Anche quando un missile viene distrutto con successo, il pericolo non scompare del tutto.

I missili intercettati possono frantumarsi ad alta quota, facendo ricadere i detriti verso il suolo. In rari casi, questi frammenti possono ancora causare danni atterrando in aree popolate. L’episodio di sabato ad Abu Dhabi illustra bene proprio questo rischio: sebbene i missili in arrivo siano stati intercettati prima dell’impatto, in un caso i resti hanno ucciso un civile.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired Middle East.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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