Israele e la Distruzione della Rete di Pannelli Solari in Libano La situazione in Libano è tragica e complessa, con Israele che continua a colpire le infrastrutture vitali del paese, tra cui le reti di pannelli solari. Questi impianti, fondamentali…
Israele e la Distruzione della Rete di Pannelli Solari in Libano
La situazione in Libano è tragica e complessa, con Israele che continua a colpire le infrastrutture vitali del paese, tra cui le reti di pannelli solari. Questi impianti, fondamentali non solo per la produzione di energia, ma anche per l’approvvigionamento idrico, stanno subendo danni ingenti che minacciano la sussistenza di molte comunità, già vulnerabili a causa del conflitto.
Un Attacco all’Energia e all’Acqua
Christina Abi Haidar, esperta in diritto energetico, sottolinea come la devastazione delle installazioni solari non riguardi solo la fornitura di elettricità, ma abbia ripercussioni dirette anche sul settore idrico. In molte zone del Libano, circa il 40% della popolazione dipende dall’agricoltura, e le risorse idriche, come quelle fornite dal fiume Litani, richiedono energia elettrica per essere pompate nelle coltivazioni. Con l’assenza di un sostegno energetico stabile da parte del governo, alcuni agricoltori più abbienti hanno installato impianti solari per continuare le loro attività. Tuttavia, con la distruzione di questi sistemi, l’accesso all’acqua diventa sempre più difficile, aggravando la crisi alimentare e idrica.
Resilienza Ingiustificata
Il conflitto in corso ha già causato danni considerevoli al panorama energetico libanese, con Mercy Corps che stima perdite intorno ai 300 milioni di dollari nel 2023-2024. Tuttavia, Abi Haidar suggerisce che l’entità dei danni potrebbe essere addirittura superiore. Prendendo ad esempio Qabrikha, un comune nel distretto di Marjayoun, si nota che un impianto solare da 250 kW, finanziato dall’UNDP, ha fornito elettricità a oltre 550 famiglie, con risparmi annuali significativi. Tuttavia, il fatto che questo impianto sia tra i pochi a essere “legale”, ovvero connesso alla rete di Electricité du Liban (EdL), mette in evidenza la precarietà delle altre soluzioni. Le famiglie che si sono dotate di sistemi solari autonomi per affrontare le interruzioni di energia rischiano di essere colpite direttamente dai bombardamenti israeliani, che si concentrano su aree densamente popolate.
Una Rete Vulnerabile
Questo scenario porta alla luce un aspetto cruciale: man mano che le comunità libanesi si affidano sempre più a fonti energetiche decentralizzate e autonome, la loro vulnerabilità aumenta. A differenza delle reti energetiche centralizzate, che hanno sistemi di backup e protocolli di emergenza, i sistemi solari in Libano operano in isolamento. Quando vengono distrutti, non esistono alternative pronte per garantire la continuità del servizio. ABI Haidar osserva inoltre che l’assenza di politiche per integrare questi impianti nel sistema energetico nazionale ha creato un contesto in cui l’invasione e gli attacchi militari possono avere conseguenze devastanti.
Conclusioni e Riflessioni
La distruzione della rete di pannelli solari in Libano rappresenta non solo un colpo alla resilienza energetica del paese, ma anche una catastrofe umanitaria in atto. Le istituzioni e le organizzazioni internazionali devono urgentemente considerare l’impatto di questi attacchi su aree critiche per la vita quotidiana della popolazione libanese, cercando di stabilire misure di protezione più efficaci. La comunità internazionale, e in particolare le aziende italiane che operano nel settore dell’energia rinnovabile, potrebbero avere un ruolo chiave nel promuovere tecnologie sostenibili e supportare la ricostruzione delle infrastrutture vitali. La crisi attuale può quanto meno essere un’opportunità per riflessioni su nuovi modelli energetici e su come rafforzare la resilienza delle comunità più vulnerabili attraverso politiche più giuste e inclusive.
