L’attacco diretto di Israele contro le Nazioni Unite (Onu) ha raggiunto un nuovo, inedito livello di violenza. Nelle scorse ore bulldozer, squadre di polizia e membri del governo si sono palesati nella sede di Gerusalemme Est (occupata) dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente, dando il via ai lavori di demolizione del quartier generale.
La sede non era più operativa dall’inizio del 2025, dopo che Israele aveva imposto l’interruzione delle sue attività come parte della sua campagna di screditamento e intimidazione contro l’agenzia, ma l’edificio manteneva lo status di sede dell’Onu. In un altro quartiere di Gerusalemme, poche ore dopo, la polizia israeliana ha lanciato un assalto contro una scuola di formazione delle Nazioni Unite.
La campagna di Israele contro l’Unrwa
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa) è nata nel 1949 e da allora si occupa di garantire assistenza umanitaria e servizi essenziali nel campo dell’educazione, dell’alimentazione e del lavoro alla popolazione palestinese.
Da tempo il suo operato è al centro di una campagna di intimidazione e disinformazione da parte delle autorità israeliane, che va di pari passi con attacchi sul terreno. Dal 7 ottobre 2023, quando Israele ha iniziato la sua offensiva militare sulla Striscia di Gaza che presto si è tradotta in un genocidio del popolo palestinese, i raid di Tel Aviv hanno ucciso almeno 383 operatori dell’Unrwa, giustificando gli attacchi con presunte connessioni, smentite dalla Corte internazionale di giustizia, tra l’agenzia e Hamas. L’operatività dell’Unrwa è stata compromessa da una legge israeliana entrata in vigore a inizio 2025 che ha imposto l’interruzione delle sue attività sul territorio del paese e per questo motivo la sede dell’agenzia di Gerusalemme Est risultava inutilizzata da ormai un anno.
A inizio dicembre 2025 agenti della polizia israeliana e funzionari comunali erano entrati nel complesso dell’Unrwa sequestrando materiale informatico, mobili e il resto delle attrezzature, interrompendo le comunicazioni con l’esterno e sostituendo la bandiera dell’Onu con quella di Israele, in quella che il commissario generale dell’Unrwa, Philippe Lazzarini, aveva denunciato come una violazione del diritto internazionale visto che l’edificio, seppur vuoto, manteneva lo status legale dell’Onu. Non era però finita lì.
La demolizione è cominciata
Nelle prime ore di martedì 20 gennaio squadre di bulldozer, agenti di polizia e funzionari politici israeliani hanno fatto nuovamente irruzione nel quartier generale dell’Unrwa. Sono state mandate via le guardie private di sicurezza che erano state messe a sorvegliare il complesso e i bracci delle ruspe hanno iniziato a tirare giù tutto quello che gli capitava sotto tiro.


