All’alba dell’8 ottobre 2025 Israele ha bloccato la Conscience, la nave principale della Freedom flotilla coalition, insieme ad altre otto imbarcazioni della spedizione Thousand Madleens che stavano andando verso Gaza. Otto navi militari israeliane e diversi elicotteri hanno fermato le barche che trasportavano circa 250 persone: medici, infermieri, giornalisti e attivisti arrivati da 22 paesi diversi. Tra loro c’erano anche sei italiani. L’operazione è scattata intorno alle 4 del mattino, ora italiana, a circa 120 miglia nautiche dalle coste palestinesi. Secondo le organizzazioni umanitarie si tratta di acque internazionali, ma Israele le considera parte della zona di blocco navale. Si tratta della seconda ondata di barche fermate in pochi giorni: mercoledì scorso era stata intercettata la Global Sumud Flotilla, anche lei bloccata in acque internazionali dalle forze israeliane. Lo stesso giorno del blocco delle barche, Steve Witkoff, l’inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il Medio Oriente, e Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, sono arrivati a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per i colloqui tra Israele e Hamas.
Come è avvenuto l’abbordaggio e cosa succederà agli attivisti
I militari israeliani hanno agito come le altre volte: hanno bloccato tutti i sistemi elettronici e di comunicazione delle barche, poi sono saliti a bordo e hanno portato tutti verso un porto israeliano. La Freedom flotilla coalition ha subito denunciato l’operazione e ha detto che è illegale perché è avvenuta in acque internazionali, fuori dalla giurisdizione di Israele. Il ministero degli Esteri israeliano ha risposto su X e ha parlato di “un altro futile tentativo di violare il blocco navale legale e di entrare in una zona di combattimento”. Ha anche fatto sapere che tutti i passeggeri stavano bene e che sarebbero stati espulsi in fretta dopo essere arrivati al porto di Ashdod.
La Conscience tra le più grandi imbarcazioni della Flottilla era partita da Otranto il 30 settembre. A bordo non c’erano solo attivisti ma anche aiuti medici e alimentari per più di 110.000 dollari: farmaci salvavita come adrenalina e dobutamina, dispositivi per la respirazione, pannolini, assorbenti e latte in polvere per bambini. Le nove barche fermate avevano già navigato per giorni al largo di Creta prima di dirigersi verso Gaza. Sapevano che c’era il rischio di essere bloccate nella zona rossa, dove negli ultimi mesi tutte le flotte umanitarie sono state fermate da Israele. La Conscience era partita un giorno prima che Israele intercettasse la Global Sumud Flotilla. Anche in quel caso le imbarcazioni erano state fermate in acque internazionali e gli attivisti a bordo erano stati portati in Israele per essere espulsi.
Tra i sei italiani bloccati ci sono Riccardo Corradini, 42 anni, chirurgo di Trento che lavora all’ospedale Santa Chiara. Prima di partire aveva registrato un video in caso di sequestro, poi apparso sui social della coalizione. Con lui viaggiavano Francesco Prinetti, medico torinese di 28 anni, Vincenzo Fullone, 53 anni, calabrese che ha vissuto undici anni in Medio Oriente e che a Gaza aveva fondato la prima agenzia di comunicazione indipendente. C’erano anche Stefano, infermiere romano di 42 anni, e Claudio Torrero, conosciuto come Bhante Dharmapala, un monaco buddista che si occupa di dialogo interreligioso.
Le manifestazioni in Italia dell’8 ottobre
Il blocco della Conscience ha fatto scattare subito una mobilitazione in Italia. Da giorni sui social della Freedom flotilla coalition, Giovani palestinesi Italia, Movimento Studenti Palestinesi in Italia e Unione democratica arabo-palestinese girava l’appello “l’8 ottobre tutti in piazza”. A Roma c’è un corteo che parte dal Colosseo e arriva a Piramide. Gli organizzatori hanno calcolato che arriveranno circa tremila persone, uno dei presidi più grandi previsti in Italia. Ma ci sono anche altre manifestazioni in tutta Italia. Nel Nord Italia sono in programma presidi a Milano, Bergamo, Varese Reggio Emilia, Modena, Parma e Bologna. Al Sud si muove Napoli con un presidio che si tiene in piazza Municipio dalle 18.00, Taranto e Salerno. Ci saranno presidi anche in città più piccole come Ferrara e Gorizia.



