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Italiano, come sono andati gli esami dei più importanti modelli di intelligenza artificiale

di webmaster | Lug 30, 2024 | Tecnologia


Censurano Gianni Rodari e Ennio Flaiano per i loro testi immorali e non sanno ancora bene quando la ā€œaā€ vuole la ā€œhā€. Viene quasi da sorridere, osservando i Llm (Large language model) alle prese con alcune prove di italiano del test Invalsi. C’è chi addirittura sogghigna, vedendoli impacciati, dopo mesi in cui fanno i saputelli, inventando risposte piuttosto che ammettere di non averne. Divertimento iniziale a parte, però, il reale valore dell’adattamento di questa ā€œprova per studentiā€ ai modelli di AI generativa fatto dal centro di ricerca Crisp dell’UniversitĆ  degli Studi di Milano Bicocca consiste nell’aver fornito un benchmark ā€œnazionaleā€. D’ora in poi potremo capire quanto bene funzionino direttamente sull’italiano. Al di lĆ  della lingua in cui sono stati allenati.

Non si studia solo inglese

I modelli attualmente disponibili, pur avendo prestazioni elevate in inglese, sono carenti nelle altre lingue. Che sia per la scarsitĆ  e la bassa qualitĆ  dei dati disponibili o per le dimensioni ridotte della community di contributori, questa situazione non garantisce uguaglianza di opportunitĆ  e obbliga a una visione anglo-centrica.

Continuando a valutarli solo con test nati per l’americano e poi tradotti in automatico (e male) in italiano, non se ne viene a capo. Per questo Fabio Mercorio, Mario Mezzanzanica, Daniele PotertƬ e Antonio Serino e Andrea Seveso hanno pensato di creare in test per lingue diverse dall’inglese. Partendo dalla propria, hanno scelto quello Invalsi, giĆ  pronto (o quasi), noto a tutti e funzionale a effettuare paragoni diretti con le performance umane.

I Llm non sanno l’ortografia

ā€œAbbiamo adattato più di 600 domande tipicamente linguistiche, abbiamo creato una ā€˜classe multilingue’ di Llm allenati sia in italiano che in inglese e, come in ogni classe, abbiamo trovato ā€œstudentiā€ più o meno brillantiā€ spiega Mercorio. Claude di Anthropic si rivela ā€œil secchioneā€, il piccolo Google Gemini sembra uno di quegli alunni silenziosamente seduti all’ultimo banco, ma sempre preparati, mentre il modello Minerva sviluppato dalla UniversitĆ  Sapienza di Roma ha ancora molta strada da fare e si sta applicano.

Tra i banchi si ĆØ formato anche il gruppo dei ā€œbacchettoni”, quello dei modelli di OpenAI, che ritiene violenti e immorali e i racconti Il padrone della Luna di Gianni Rodari e Le ombre bianche di Ennio Flaviano, rifiutandosi di leggerli.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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