È possibile creare un social network in grado di accrescere le nostre conoscenze, in cui le competenze abbiano un ruolo centrale e dove la disinformazione non trovi spazio? Ivory, la nuova piattaforma made in Europa, ci prova, cercando di guadagnarsi uno spazio diametralmente opposto rispetto ai social media che hanno dominato l’ambiente digitale negli ultimi vent’anni.
Il social network con sede in Italia si definisce con orgoglio “europeo”, ma i suoi tre fondatori provengono da angoli opposti del pianeta. All’italiano Giuseppe Di Maria (ingegnere del software) si aggiungono infatti lo statunitense (in attesa di cittadinanza italiana) Adam Nettles e l’italo-brasiliano di origini venete Uel Bertin.
Come funziona Ivory
La caratteristica fondamentale di Ivory, che verrà ufficialmente lanciato il 31 marzo, è la valorizzazione delle competenze, alla base – anche a livello infrastrutturale – di questa ambiziosa piattaforma. I contenuti su Ivory sono infatti organizzati in towers (torri), create e gestite dal team di Ivory, ispirate alle sottosezioni tematiche di Reddit e suddivise in arte, architettura, economia, storia, legge, filosofia ecc.
Da questi alberi principali possono poi nascere ulteriori ramificazioni, proposte direttamente dagli utenti e sottoposte a una votazione collettiva. Una terza sezione di Ivory, probabilmente quella più ambiziosa, è invece destinata al mondo accademico, dov’è possibile pubblicare gli abstract dei propri articoli scientifici e sottoporli a peer-review, la cui assegnazione è gestita tramite una “lotteria cieca” che assegna il compito al recensore più adatto e competente, prevedendo anche una compensazione economica.
Ivory è inoltre certificato come giornale di ricerca, quindi abilitato alla pubblicazione di articoli scientifici inediti: “L’idea di Ivory nasce proprio dalla carenza di social dedicati al mondo accademico, perché i pochi che esistono non sono usati da nessuno”, spiega Adam Nettles, imprenditore con un dottorato in Relazioni Internazionali. “Poi abbiamo deciso di andare oltre il solo mondo accademico e progettare un social network aperto anche a persone appassionate di tematiche verticali, nelle quali hanno maturato una certa competenza”.
Quali profili si possono creare
I profili utenti sono tre. Gli utenti interessati ad ambiti specifici possono interagire con i contenuti e con gli altri esperti, ma hanno un peso minore nel sistema di votazione. Gli utenti “professional” sono invece qualificati come esperti (anche tramite valutazione automatica del Cv) nel loro ambito di competenza. Gli utenti “academic” sono infine i ricercatori, dottorandi e professori universitari che hanno accesso completo alle funzionalità accademiche.
Dietro a un’interfaccia che, a prima vista, assomiglia in tutto e per tutto a un classico social – post, storie, commenti, video, reazioni, ecc. – c’è quindi un’architettura software progettata per far emergere le persone più competenti nei loro ambiti professionali, accademici o d’interesse. Il sistema di votazione, anche in questo caso simile agli “upvote” e “downvote” di Reddit, incide infatti direttamente sulla reputazione dell’utente e quindi sulla visibilità dei suoi post – perfino il peso dei voti varia in base alla competenza – ed è possibile recensire i post secondo tre criteri: chiarezza, originalità e impatto.



