Le stazioni terrestri controllano in tempo reale le radiazioni gamma e gli indicatori chimici nell’aria, mentre quelle marine tengono traccia dei cambiamenti nelle radiazioni dell’acqua di mare e della contaminazione dei sedimenti, che potrebbero ripercuotersi sugli ecosistemi marini o sugli impianti di desalinizzazione. I dati vengono poi confrontati con i livelli ambientali di base per identificare eventuali aumenti anomali nelle radiazioni o attività chimiche.
Controllo delle frontiere
Il Kuwait ha anche installato nove cosiddetti Radiation portal monitor (Rpm) in cinque punti di ingresso strategici, in corrispondenza di porti marittimi e valichi di frontiera terrestri, allo scopo di rilevare le radiazioni ionizzanti nei veicoli, nelle merci e nei container che entrano nel paese.
Oltre ai rilevatori automatici, le autorità possono effettuare ulteriori campionamenti dell’aria, dell’acqua e del suolo per analizzare specifici isotopi radioattivi, se necessario. I sensori fungono anche da rilevatori di fumo ambientale, in grado di lanciare allerte in caso di radiazioni o attività chimiche anomale prima che diventino un problema di sicurezza pubblica.
Il Kuwait, che fa parte dell’Aiea dal 1964, ha identificato la sicurezza dalle radiazioni nucleari come una priorità nel programma quadro nazionale 2026-2035 definito con l’agenzia. Il paese ha già condotto un monitoraggio ambientale per valutare i rischi di contaminazione a lungo termine. Per studiare il potenziale impatto delle radiazioni, sono stati per esempio raccolti e analizzati circa 200 campioni ambientali da 11 siti contenenti munizioni con uranio impoverito, un metallo denso leggermente radioattivo e chimicamente tossico, ampiamente utilizzato nelle armi durante la guerra del Golfo, all’inizio degli anni Novanta.
Alla luce degli attacchi militari in corso nella regione, il Kuwait ha pubblicato aggiornamenti sul monitoraggio delle radiazioni basati sulle letture dei rilevatori automatici e sulla sua attività di sorveglianza ambientale. Mentre le agenzie internazionali ribadiscono che attualmente i livelli delle radiazioni rimangono entro i normali limiti, i sensori del paese continuano a scandagliare l’aria, l’acqua e il suolo, fornendo un sistema di allarme precoce progettato per rilevare la contaminazione molto prima che rappresenti un rischio per la popolazione.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired Middle East.


