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La big tech sono il prossimo obiettivo militare nel mirino dell’Iran?

di webmaster | Mar 13, 2026 | Tecnologia


L’avvertimento diffuso da Tasnim fa seguito alla circolazione in Iran di notizie su un attacco israeliano contro un edificio a Teheran collegato a Sepah, una delle principali banche del paese, che le autorità hanno descritto come un’offensiva contro le infrastrutture economiche locali.

Secondo i media statali iraniani, l’episodio giustificherebbe l’inclusione tra gli obiettivi militari di Teheran degli interessi economici e bancari statunitensi e israeliani in tutta la regione.

Con questa azione illegittima e irrituale, il nemico ci sta costringendo a prendere di mira centri economici e banche collegati agli Stati Uniti e al regime sionista nella regione”, ha dichiarato un portavoce di Khatam al-Anbiya, un comando legato alle Guardie rivoluzionarie, che ha anche invitato i civili a mantenersi ad almeno un chilometro di distanza dalle banche.

Il nodo delle tecnologie di guerra

Le aziende tecnologiche citate dall’Iran sono tutte accusate, in misura diversa, di aver fornito tecnologie utilizzate dall’esercito israeliano (la maggior parte ha respinto le contestazioni iraniane). Palantir ha ammesso apertamente di aver stretto una partnership strategica con Israele per “aiutare lo sforzo bellico del paese”, e di aver messo a disposizione “tecnologie avanzate a supporto di missioni legate alla guerra”, ha spiegato a Bloomberg Josh Harris, vicepresidente esecutivo dell’azienda.

Al di là delle possibili applicazioni militari, molte delle società coinvolte gestiscono piattaforme cloud, strumenti di intelligenza artificiale e sistemi per la gestione di dati a cui si appoggiano grandi organizzazioni nella regione.

In una fase storica in cui la guerra è sempre più dipendente dai sistemi digitali – dai dati satellitari all’analisi di informazioni di intelligence con l’ausilio dell’AI – anche il ruolo strategico dell’infrastruttura che sostiene questi sistemi è sempre più preponderante.

Ma il cloud non è l’unico sistema digitale coinvolto nel conflitto in corso. In tutta la regione stanno aumentando le operazioni di guerra elettronica che prendono di mira i segnali gps, disturbando i sistemi di navigazione utilizzati da aerei, navi e dalle app di uso quotidiano.

Nel frattempo, le aziende tecnologiche in Medio Oriente hanno già iniziato ad adattarsi. Secondo diversi media, alcune società statunitensi con uffici nel Golfo hanno chiesto ai dipendenti di lavorare da remoto o di limitare gli spostamenti man mano che il conflitto si intensifica. Altre hanno attivato piani di emergenza sulla scia dei problemi causati alle infrastrutture dagli attacchi con droni e dalle chiusure dello spazio aereo.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired Middle East.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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