Stride a tal punto che alcuni di noi non riescono addirittura a tollerarlo. È il rumore del nastro adesivo quando lo strappiamo. E che ora, finalmente, ha trovato una spiegazione scientifica. A raccontarla sulla rivista Physical Review E è stato un team di fisici coordinato dall’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, secondo cui il rumore dello scotch sarebbe provocato da minuscoli “boom” sonici.
Il rumore del nastro adesivo
Sebbene già diversi studi abbiano provato a spiegare la fisica dietro il rumore del nastro adesivo quando viene strappato, nessuno finora era riuscito a spiegarne l’esatto meccanismo. “Lo stridio del nastro adesivo che si stacca è un suono familiare, seppur fastidioso”, si legge nello studio. “Tuttavia, nonostante decenni di studi, la sua origine è rimasta sfuggente”. Per questo, i ricercatori del nuovo studio hanno ideato un esperimento in cui, tramite telecamere ad altissima velocità e microfoni estremamente sensibili, sono riusciti a osservare con estrema accuratezza cosa succede quando una striscia di nastro adesivo larga 19 millimetri viene staccata dal vetro.
Il meccanismo dello stappo
Quando strappiamo il nastro adesivo, sappiamo che, almeno a livello macroscopico, questo non si solleva con un movimento fluido e uniforme, ma con uno schema caotico e a scatti che i fisici chiamano “stick-slip”. Mentre si stacca, tuttavia, l’adesivo continua ad aderire tenacemente alla superficie per una frazione di secondo, in quella definita come fase adesiva. Ma quando la forza di trazione supera il legame adesivo, questo cede improvvisamente, in un fenomeno noto come fase di scorrimento. Ciò che ha sorpreso i ricercatori è proprio il fatto che durante ogni fase di scorrimento, il nastro adesivo non si stacca in modo uniforme su tutta la sua larghezza, ma si strappa in piccole strisce che corrono lateralmente sul nastro, da un bordo all’altro, chiamate fratture trasversali.
Velocità supersoniche
E sono proprio queste fratture trasversali la chiave del perché il nastro adesivo emette quel suo tipico rumore. Dalle analisi, infatti, i fisici hanno scoperto che le velocità di frattura sono elevatissime, da circa 250 a 600 metri al secondo (la velocità del suono nell’aria a temperatura ambiente è di circa 340 metri al secondo). Ciò significa che alcune delle fratture si muovono attraverso lo strato adesivo a velocità prossime al doppio della velocità del suono. Ciò crea sacche di vuoto temporanee, fino a che l’aria penetra ai bordi del nastro, provocandone il collasso improvviso che genera, a sua volta, onde d’urto nell’aria che si muovono a circa 350 metri al secondo. “Abbiamo dimostrato che questo suono è prodotto da una serie di deboli scosse provenienti dalle sottili fratture che viaggiano a velocità supersonica rispetto all’aria circostante, in direzione trasversale all’interno dell’adesivo che si stacca”, hanno scritto gli autori. “Ogni impulso sonoro viene generato quando l’estremità di una frattura raggiunge il bordo del nastro”.


