[ad_1] Nel pattinaggio di figura, il quadruplo axel è il salto più difficile. Va da sé, quindi, che la sua corretta esecuzione porta gli atleti al raggiungimento di un punteggio più elevato. Ma quali siano le strategie messe in atto…
Nel pattinaggio di figura, il quadruplo axel è il salto più difficile. Va da sé, quindi, che la sua corretta esecuzione porta gli atleti al raggiungimento di un punteggio più elevato. Ma quali siano le strategie messe in atto dai pattinatori per eseguire alla perfezione questo tipo di salto così complesso sono state a lungo poco chiare. A provare a capirle è stato uno studio pubblicato sulla rivista Sports Biomechanics da Seiji Hirosawa, ricercatore della Toin University di Yokohama, in Giappone, secondo cui un parametro fondamentale per eseguire correttamente un quadruplo axel è l’altezza raggiunta dai pattinatori.
Il punteggio del pattinaggio di figura
Nell’attuale sistema di punteggio delle competizioni del pattinaggio di figura la giuria, che nel caso delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina è composta da due specialisti tecnici e da un controllore tecnico, assegna un punteggio a ciascun elemento tecnico, ossia salti, trottole e passi. Tuttavia, i punteggi per i salti più difficili, ad esempio salti tripli o quadrupli, sono più alti di quelli per gli altri elementi tecnici e pertanto i pattinatori devono riuscire a eseguirli correttamente per poter vincere le competizioni.
Il salto quadruplo axel
In particolare, l’axel è il tipo di salto più complesso dal punto di vista tecnico. È l’unico che prevede una partenza in avanti, portando l’atleta a compiere un mezzo giro in più rispetto agli altri salti. Per completare un axel semplice, quindi, è necessaria una rotazione e mezzo, mentre con un quadruplo axel si arriva a ben quattro rotazioni e mezzo in aria. Per far luce sulle specifiche strategie cinematiche utilizzate dagli atleti per eseguire il salto quadruplo axel, lo studio si è quindi concentrato sui filmati di due pattinatori che hanno tentato questo salto in gara e, utilizzando i dati del sistema di tracciamento Ice Scope, ha analizzato diversi parametri, ossia l’altezza verticale, la distanza orizzontale e la velocità di pattinaggio prima del decollo e dopo l’atterraggio.
L’altezza è cruciale
Contrariamente a quanto suggerito da studi biomeccanici precedenti, secondo cui l’altezza dei salti non cambia significativamente, lo studio ha mostrato invece che aumentare l’altezza del salto è cruciale per eseguire con successo un salto quadruplo axel. Entrambi i pattinatori, infatti, puntavano a raggiungere altezze verticali significativamente maggiori nei loro tentativi di eseguire questo salto rispetto al triplo axel. “Ciò suggerisce un cambiamento strategico verso l’aumento dell’altezza verticale per padroneggiare i salti 4A, in contrasto con le precedenti ricerche biomeccaniche che non enfatizzavano l’altezza verticale”, si legge nello studio. L’aumento dell’altezza del salto, aggiunge l’autore, fornisce un tempo di volo maggiore, consentendo un gran numero di rotazioni attorno all’asse longitudinale del corpo. Un approccio quindi che, in linea i principi fondamentali della cinematica, può essere considerato una strategia razionale. “I risultati di questo studio forniscono preziose informazioni sulla biomeccanica dei salti quadruplo e triplo axel, aggiornano le teorie esistenti sulla ricerca nel pattinaggio di figura e forniscono spunti sulle strategie di allenamento per gestire i salti complessi”, conclude lo studio.
