Evacuazioni e scuole chiuse
Sul territorio sono state evacuate circa 50 persone a scopo precauzionale, mentre tecnici e geologi continuano a monitorare l’evoluzione del fenomeno. La frana, infatti, non si è ancora fermata e il movimento del terreno continua a deformare infrastrutture e viabilità.
L’emergenza ha avuto ripercussioni anche sulla vita quotidiana della regione. La prefettura ha disposto la chiusura delle scuole per l’8 aprile in tutta la provincia di Campobasso, compresa l’università degli Studi del Molise, per ridurre gli spostamenti e alleggerire la pressione su una rete stradale già congestionata dalle deviazioni.
Una frana secolare, attiva da 110 anni
Quella di Petacciato è una frana conosciuta e monitorata da oltre un secolo. Il versante si è riattivato più volte nel corso della storia e l’ultimo episodio significativo risale al 2015, quando alcune abitazioni furono demolite perché considerate troppo esposte al rischio.
Secondo i geologi, a favorire il nuovo movimento del terreno sono state le piogge molto intense degli ultimi giorni, che hanno saturato il suolo rendendo instabile l’intero versante.
Proprio per la dimensione e la complessità della frana, negli ultimi anni era stato elaborato anche un progetto per cercare di stabilizzare l’area. Il piano, dal valore di circa 27 milioni di euro, si basa principalmente sulla realizzazione di un sistema di drenaggio profondo per ridurre la quantità di acqua nel sottosuolo.
L’intervento prevede la costruzione di numerosi pozzi drenanti profondi fino a 30 metri, dotati di drenaggi orizzontali in grado di intercettare l’acqua all’interno del corpo della frana. L’obiettivo è diminuire la pressione nei terreni saturi e aumentare la stabilità del versante. A questo sistema si affiancherebbe anche una rete di canali superficiali per convogliare le acque piovane verso il mare Adriatico, limitando le infiltrazioni nel terreno.
Tempi lunghi per il ritorno alla normalità
Per ora, però, ogni intervento resta subordinato all’evoluzione della frana. Finché il terreno continuerà a muoversi non sarà possibile riparare le infrastrutture danneggiate né riaprire completamente i collegamenti.
Secondo la protezione civile, i tempi per il ritorno alla normalità potrebbero essere lunghi: settimane, se non mesi, prima che il fronte della frana si stabilizzi e permetta di avviare gli interventi necessari. Nel frattempo tecnici e geologi continuano a monitorare costantemente il versante, mentre si cercano soluzioni alternative per garantire almeno in parte i collegamenti lungo la costa adriatica.


