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La Francia verso il divieto dei social network ai minori di 15 anni, Macron: “Il cervello dei nostri figli non è in vendita”

di webmaster | Gen 27, 2026 | Tecnologia


Grenoble, Francia – In Francia il divieto dei social network ai minori di 15 anni sembra avvicinarsi. Nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 gennaio, l’Assemblea nazionale di Parigi ha votato a favore di una proposta di legge che imporrebbe un “divieto di accesso”. Una misura sostenuta con forza dal governo guidato da Sébastien Lecornu e, soprattutto, dal presidente Emmanuel Macron, che sul tema si è speso in prima persona.

No agli smartphone nelle scuole superiori

Il testo, che oltre al divieto di utilizzo di social network impone anche lo stop all’uso di smartphone durante gli orari scolastici alle scuole superiori (per elementari e media è già in vigore), ha ottenuto 130 voti a favore e 21 contrari (sui soli 160 presenti). A sostenere la proposta sono stati la maggior parte dei deputati socialisti, l’alleanza di estrema destra Rassemblement national-Union des droites pour la République e, ovviamente, tutti i partiti centristi che costituiscono la maggioranza di governo. Al contrario, la sinistra radicale de La France Insoumise (Lfi) si è opposta.

Affinché la norma diventi legge occorre ora l’approvazione anche da parte del Senato. I tempi dovrebbero però essere più contenuti: la questione è considerata da governo e presidenza di tale importanza da aver convinto a optare per un iter di approvazione accelerato alla Camera alta del parlamento francese. A quel punto, la nazione europea si allineerà sostanzialmente a quanto già deciso dall’Australia, che ha imposto un divieto al di sotto dei 16 anni.

Macron: “I cervelli dei nostri bambini non sono in vendita

Con questa legge – ha dichiarato Laure Miller, relatrice della proposta e deputata del partito di Macron, Renaissance – poniamo un limite chiaro nella nostra società. La promessa dei social network era di saper unificare, in realtà hanno frammentato. Avrebbero dovuto informare, hanno invece saturato. Avrebbero dovuto divertire, hanno invece imprigionato”. “La scorsa settimana – ha aggiunto concentrandosi sul fenomeno del cyber-bullismola mamma di una vittima mi ha detto che la sua speranza era che i parlamentari votassero con la loro anima di genitori”.

Il divieto segue una delle 43 raccomandazioni giunte da una commissione d’inchiesta parlamentare, che dopo sei mesi di lavoro ha pubblicato un rapporto sugli effetti psicologici sui minori dell’uso dei social network (concentrandosi in particolare su TikTok). Allo stesso modo, l’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria (Anses) ha sottolineato come l’uso dei social comporti numerosi rischi, tra i quali l’esposizione a contenuti violenti, l’imposizione di paragoni continui con il prossimo, bullismo, dipendenza, disturbi del sonno e della personalità.

La norma colpisce Instagram, TikTok e Snapchat, ma non Whatsapp

Prima dei 15 anni – ha aggiunto Anne Le Hénanff, ministra dell’Intelligenza artificiale e del Digitale – si è nell’età dell’incoscienza, della creatività, dell’apprendimento, della costruzione di sé. Il cervello dei nostri figli non è in vendita, e ancor più non può essere dominato”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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