Diverso ĆØ invece lāapproccio di una terza azienda tedesca, Marvel Fusion, che punta sui laser per innescare la fusione degli isotopi dellāidrogeno e ottenere energia. Il processo, detto di confinamento inerziale, consiste ā semplificando ā nello āsparareā degli impulsi laser contro una piccola capsula contenente il combustibile di idrogeno, facendola implodere.
A marzo Marvel Fusion, che intende costruire un prototipo nel 2032 e un impianto commerciale entro il 2036, ha ricevuto 113 milioni, di cui una parte dallāEuropean Innovation Council dellāUnione europea. Nello stesso mese Focused Energy, startup tedesco-americana di fusione nucleare via laser, ha firmato un accordo con lo stato dellāAssia, nella Germania centrale, per realizzare entro il 2035 uno stabilimento pilota nel sito della vecchia centrale atomica (a fissione) di Biblis, chiusa dal 2011. Nel team di Focused Energy cāĆØ il fisico italiano Stefano Atzeni, giĆ professore allāuniversitĆ La Sapienza e ricercatore in fisica del plasma.
Una tecnologia che non cāĆØ
Nonostante le differenze di approcci, tutte queste aziende hanno due cose in comune. La prima ĆØ che non sono riuscite a raccogliere somme paragonabili a quelle della concorrenza statunitense: Commonwealth Fusion Systems (che ha in Eni un investitore, un partner tecnologico e un cliente) ha ricevuto finanziamenti per quasi 3 miliardi di dollari, ad esempio, mentre Helion Energy (sostenuta da Sam Altman di OpenAI) per oltre 1 miliardo.
La seconda caratteristica comune ā non solo alle imprese in Germania ma a quelle di tutto il mondo, in veritĆ ā ĆØ che, nonostante gli annunci sullāapertura di centrali nel giro di una decina dāanni, la fusione ĆØ ancora ferma allo stato sperimentale. In teoria, la reazione consente di generare grandi quantitĆ di elettricitĆ a zero emissioni, senza rifiuti atomici a lunga vita e utilizzando un combustibile virtualmente inesauribile. Nella pratica, però, mancano i presupposti per le applicazioni commerciali: ad oggi nessuna azienda nĆ© laboratorio ĆØ riuscito nemmeno a stabilizzare la fusione per tempi prolungati.
Il cancelliere Merz, tuttavia, ĆØ fiducioso: pensa che lāEuropa non debba lasciare campo libero alla Cina e che la prima centrale a fusione collegata alla rete elettrica in assoluto dovrebbe aprire in Germania. Il paese ĆØ primo nel continente per investimenti privati nel settore con 460 milioni di euro; subito dopo cāĆØ il Regno Unito, con 417 milioni. A livello globale gli investimenti in fusione hanno superato i 9,7 miliardi di dollari, come emerge dal rapporto della Fusion International Association, con oltre 2,6 miliardi raccolti solo nellāultimo anno. In cinque anni le aziende del settore sono passate da 23 a 53, che rappresentano più di 4.600 dipendenti ā un aumento di oltre quattro volte rispetto al 2021 ā e che sostengono almeno 9.300 posti di lavoro nella catena di approvvigionamento.


