La macchina di Majorana, atto II (e possibilmente ultimo). La macchina di Majorana, una storia senza prove è il titolo della conferenza organizzata in Senato per fare luce e – sostanzialmente – smentire i contenuti di un’altra conferenza stampa, quella del 22 ottobre scorso, dai toni decisamente diversi, ma sempre in Senato. L’evento di ottobre, infatti, puntava a sostenere l’esistenza della fantomatica “macchina” concepita dal fisico italiano in grado di produrre energia infinita, annichilire la materia, trasmutare la gommapiuma in oro e addirittura ringiovanire le persone. Un momento che suscitò non poche polemiche, tant’è che lo stesso promotore – il vicepresidente del Senato, nonché ex ministro dell’Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio – fu costretto a smarcarsi last minute, sostenendo di aver concesso l’uso della sala in Senato ma di non condividere i contenuti dell’evento.
La conferenza che fa (davvero) luce sulla macchina di Majorana
Il richiamo alle istituzioni: la clausola di salvaguardia non basta
A farsi promotrice della conferenza stampa “riparatrice” è stata la senatrice a vita Elena Cattaneo, scienziata di fama internazionale, docente di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano e direttrice del Laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative: “Abbiamo deciso di organizzare questo incontro per cercare di ristabilire la realtà dei fatti e riportare a chiarezza ciò che appartiene al dominio della scienza uscendo da quello della fantascienza. Le istituzioni hanno il dovere di non alimentare ambiguità fra conoscenze e fantasia. E ci si chiede come sia possibile che nel 2025 l’antiscienza arrivi ad essere proclamata in un’aula del Senato”, ha detto la senatrice riferendosi per l’appunto ai contenuti della conferenza andata in scena a ottobre scorso.
Nel ricordare le numerose “cantonate” che nel corso degli anni sono state prese dalla politica – dal metodo Di Bella al caso Stamina, dalle tesi “esoteriche” sull’agricoltura biodinamica fino alla correlazione fra vaccini Covid e autismo – la senatrice invita le istituzioni a fare attenzione. “Non basta la clausola di salvaguardia”, quella del Senato che lascia massima libertà di trattare tutti i temi segnalati dai membri del Parlamento. “Questa clausola non esime i membri del Parlamento dalla responsabilità di proporre iniziative che esulano dalla realtà”. E riguardo specificamente alla macchina di Majorana la senatrice puntualizza di non avere pregiudizi: “Se qualcuno sostiene che la macchina di Majorana sia in grado di trasformare la gomma piuma in oro non ha che da dimostrarlo”.
Nelle foto, Majorana è l’attore Nubiala?
Ed è proprio attorno alla mancanza di prove che si è articolato il dibattito. A tal proposito Lorenzo Paletti, fisico e divulgatore scientifico che da sei anni segue il caso della macchina di Majorana nel ripercorrere le tappe delle teorie complottiste ha focalizzato il suo intervento sulla figura dell’imprenditore Rolando Pelizza “l’autore delle ipotesi più fantasiose”, partendo dall’incontro che avrebbe avuto con Majorana nel 1958, dunque a 20 anni dalla scomparsa del fisico in un non meglio noto monastero italiano, per non parlare dell’incarico che Majorana avrebbe dato a Pelizza per costruire la macchina. “Deceduto Pelizza una lunga schiera di ‘eredi’ continua a tramandare questi messaggi”. E soprattutto ci sono una serie di foto divulgate che vedrebbero Majorana e Pelizza in compagnia (attenzione però perché Pelizza è nato nell’anno in cui Majorana è scomparso, alias il 1938).
“Abbiamo chiesto più volte allo staff di Pelizza di poter ottenere le pellicole originali ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta e peraltro ci sono dubbi sulla datazione delle stesse. Ci sono foto scattate a distanza di 20 anni ma Majorana e Pelizza non appaiono minimamente invecchiati. Il dubbio sulla datazione è dunque legittimo”, sottolinea Paletti il quale tra l’altro nota una certa somiglianza fra Majorana e l’attore spagnolo Paul Nubiala, “inclusa cicatrice sullo zigomo destro” facendo intendere dunque che si tratterebbe di foto fake.
Le lettere fake con imitazioni ad arte
Poi ci sono le lettere che Majorana avrebbe inviato a Pelizza: “Di nuovo non sappiamo quando siano state scritte le lettere e anche in questo caso nessuna risposta alla richiesta di poterle periziare”, ha aggiunto Paletti. Una perizia però è stata comunque effettuata (tenendo conto di quelle circolate seppure non nella versione originale e comparate con una serie di lettere autografe) dalla grafologa forense del Tribunale di Roma, Monica Manzini: “La grafia sui documenti in verifica non può in alcun modo essere attribuita alla mano del fisico Ettore Majorana data la presenza di numerose ed evidenti difformità estremamente significative”, ha spiegato Manzini nel corso della conferenza stampa.


