Nonostante decenni di fallimenti, la ricerca di forme di vita intelligenti nellโuniverso continua senza sosta. Puntiamo radiotelescopi sempre piรน potenti verso il cielo, e speriamo di trovare, prima o poi, qualche messaggio scambiato da una civiltร tecnologicamente avanzata come la nostra. Se (o quando) avremo fortuna, sarร la volta di un problema tutto nuovo: come comunicare con gli extraterrestri? I tentativi fatti fino ad oggi sono stati fondati sullโidea che una specie avanzata, per quanto diversa dalla nostra, debba necessariamente aver sviluppato una sua versione della matematica, e che questa possa quindi essere utilizzata come una sorta di linguaggio universale con cui confermare โ quanto meno โ la reciproca esistenza, e fornire un pegno di buone intenzioni: qualcosa del tipo โsiamo qui, e veniamo in paceโ. Ipotesi a parte, perรฒ, ci sono motivi concreti per immaginare che forme di vita completamente diverse dalla nostra abbiano concetti matematici simili ai nostri, e mutualmente intellegibili? Secondo un gruppo di ricercatori australiani sรฌ, e la prova arriva da un piccolo animale terrestre, comune quanto operoso: le api.
Il linguaggio della natura
Ovviamente, lโidea che la matematica rappresenti un linguaggio universale comprensibile a tutte le creature sufficientemente sviluppate non รจ cosa nuova. โIl Libro della natura รจ scritto nella lingua della matematica, i cui caratteri sono triangoli, cerchi e figure geometricheโ, scriveva Galileo nel suo โIl Saggiatoreโ, un trattato di estrema importanza per la nascita del concetto moderno di scienza. Ed รจ infatti ancora connaturata alla nostra scienza lโidea che la matematica sia qualcosa di universale, che trascende la soggettivitร umana e in qualche modo ci aiuti a raggiungere alcune proprietร oggettive, e immutabili, della natura. Per questo, dovrebbe essere comprensibile da qualunque forma vivente con una scienza avanzata.
Forti di questa idea, in passato tutti i tentativi di entrare in contatto con forme di vita aliene sono stati realizzati utilizzando la matematica. Ad esempio, il messaggio di Arecibo, trasmesso nel 1974 in direzione dellโammasso stellare di Ercole, era composto da 1.679 bit binari, numero scelto perchรฉ รจ il prodotto di due numeri primi (23 e 73) e permette di ottenere una griglia in cui sono codificate informazioni come i numeri da uno a 10, i numeri atomici degli elementi fondamentali del Dna, un disegno della doppia elica e uno di una figura umana stilizzata, la popolazione della Terra e la rappresentazione grafica del Sistema solare.
La matematica delle api
ร possibile verificare se la matematica รจ realmente qualcosa che puรฒ essere compresa anche da creature estremamente diverse da noi? Qualcuno con forma, dimensioni, organi sensoriali e un cervello agli antipodi rispetto a quelli umani? ร qui che entrano in gioco gli autori del nuovo studio, un gruppo di fisici, biologi ed esperti di cognizione animale della Monash University di Melbourne e del Royal Melbourne Institute of Technology che a partire dal 2016 hanno effettuato diversi esperimenti con le api, per cercare di stabilire lโestensione delle capacitร matematiche di questi insetti.
Con i loro esperimenti, realizzati sempre con insetti selvatici, i ricercatori australiani hanno dimostrato in passato che le api possiedono il concetto di zero, un โnon numeroโ essenziale per la matematica ma anche estremamente complesso da capire. Nei loro esperimenti, le api sono state inizialmente addestrate a discriminare tra due immagini contenenti un numero differente di elementi, e a scegliere quella con il numero minore per ottenere una ricompensa. Usando quindi unโimmagine vuota nella coppia, le api hanno dimostrato di saper scegliere correttamente, e al primo tentativo, lโimmagine contenente zero elementi come insieme minore. Dimostrando cosรฌ di comprendere lo zero numerico.


