La Nasa ha confermato una recente indiscrezione sulla direzione della politica spaziale americana. In collaborazione con il dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, l’agenzia svilupperà un reattore nucleare destinato a operare direttamente sulla superficie della Luna. L’obiettivo è installare il sistema entro il 2030, lo stesso anno in cui la Nasa conta di riportare astronauti sul satellite naturale della Terra.
A cosa servirebbe un reattore sulla Luna
I reattori nucleari producono elettricità intervenendo sulla struttura degli atomi. Mentre c’è chi punta su sistemi sperimentali per generare energia attraverso la fusione, il reattore della Nasa si baserà sulla fissione. La tecnologia permetterebbe agli astronauti di affrontare senza difficoltà la cosiddetta notte lunare, il periodo critico lungo 14,75 giorni terrestri in cui il Sole resta sotto l’orizzonte e le temperature possono toccare e superare i -170 °C.
Una comunicazione interna della Nasa, trapelata nell’agosto 2025, indicava la necessità di costruire reattori in grado di generare almeno 100 kilowatt di potenza per creare “zone di esclusione”, ovvero aree strategiche in cui altri paesi non potrebbero installare tecnologie analoghe.
Nel comunicato che ufficializza il piano, la Nasa non fornisce dettagli su questi aspetti ma sottolinea che il progetto garantirà il dominio degli Stati Uniti nell’esplorazione e nel commercio spaziali. “Nel quadro della politica spaziale nazionale del presidente Donald Trump, l’America si impegna a tornare sulla Luna, costruire l’infrastruttura necessaria per restarci e compiere gli investimenti indispensabili per il prossimo grande salto verso Marte e oltre”, ha dichiarato Jared Isaacman, attuale capo dell’agenzia.
La geopolitica dell’energia spaziale
Benché le missioni spaziali utilizzino pannelli solari e batterie per generare e accumulare elettricità, una presenza umana stabile sulla Luna richiederebbe livelli di energia superiori alle capacità attuali. Gli scienziati concordano sul fatto che i reattori nucleari – una tecnologia che l’umanità padroneggia ormai da decenni – rappresentino la soluzione più efficiente per produrre energia nello spazio.

