Ammontano a 1.412 miliardi di dollari (circa 1.230 miliardi di euro) i conti della Nato: questa la somma che i paesi dell’Alleanza atlantica hanno investito in difesa nel corso del 2025. In percentuale, si tratta di un incremento del 2,3% ed è un aumento che riguarda in particolare Europa e Canada. Il dato, contenuto nel rapporto annuale presentato dal segretario generale Mark Rutte, è l’effetto delle parole del presidente statunitense Donald Trump. Il quale, nel 2024, a poche settimane dal suo secondo insediamento alla Casa Bianca, aveva minacciato di non voler più difendere gli alleati che non avessero rispettato l’impegno ad investire almeno il 2% del prodotto interno lordo (pil) in spese militari.
I soldi della Nato
L’andamento dei conti
Dal 2014 al 2025, gli investimenti in difesa dei paesi Nato sono cresciuti del 37,6%. Se quella americana è però aumentata “solo” del 12,2%, quella degli altri alleati, ovvero il Canada e i paesi Nato europei, è più che raddoppiata. E l’aumento, come si nota dal grafico, è più consistente negli ultimi due anni.
Nel 2024 Europa e Canada hanno investito 480 miliardi di dollari, con un aumento del 19,4% rispetto all’anno precedente. Nel 2025 si è saliti a 574 miliardi di dollari, con un ulteriore incremento del 19,5%. Queste cifre, come tutte le altre in questo pezzo, sono espresse in dollari americani a prezzi e tassi di cambio costante del 2021 (ovvero eliminando gli effetti dell’inflazione e delle fluttuazioni valutarie, così da rendere possibile il confronto tra diversi anni).
Nonostante gli aumenti da parte di Europa e Canada, gli Stati Uniti restano il primo investitore in difesa in termini assoluti tra gli alleati. Nel 2025, infatti, il 59,3% della spesa militare dei paesi Nato arrivava da Washington. Un dato comunque in discesa rispetto al 2023, ovvero a prima del secondo mandato del presidente Donald Trump, quando gli Usa rappresentavano da soli il il 66,2% delle spese in difesa dei paesi Nato.
La spesa in funzione del pil
Questi aumenti negli investimenti in difesa sono serviti ad assecondare le richieste dell’inquilino della Casa Bianca. Ovvero di arrivare a spendere una quota pari al 2% del prodotto interno lordo. Un obiettivo che tutti i membri dell’alleanza atlantica sono riusciti a raggiungere nel 2025.
Le nazioni che hanno investito maggiormente rispetto al pil sono state la Polonia (4,3%), la Lituania (4%) e la Lettonia (3,74%). Al quarto posto l’Estonia, che ha investito il 3,42% del pil. Non è un caso che siano tutte nazioni che confinano direttamente con la Russia e con la sua fedele alleata, la Bielorussia. L’altra nazione europea che confina con Mosca, entrata nella Nato nell’aprila di due anni fa, è la Finlandia. Che, rispetto al pil, lo scorso anno ha investito il 2,87% del Pil in difesa. La media Nato è pari al 2,77%, l’Italia, insieme a Cechia, Spagna, Portogallo, Canada, Belgio e Albania è ferma al 2%.
Cosa finanziano queste risorse
Come vengono spesi, però, questi miliardi investiti in difesa? La nazione che ha investito di più in equipaggiamento è stato il Lussemburgo, che ha destinato a questa voce il 54,97% dell’intero investimento Seguono la Polonia (50,71%) e l’Ungheria (48,19%).
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la spesa per il personale si attesta al 27,3%, quella per l’equipaggiamento arriva al 29,7%. La maggior parte delle risorse, pari al 41,1%, rientra nella categoria ‘Altro’, riguardano cioé le spese operative e di manutenzione, oltre a quelle destinate a ricerca e sviluppo.
Cosa finanzia l’Italia
L’Italia è invece il terzo paese dell’alleanza per percentuale di spese destinate a coprire i costi del personale. La prima è la Grecia, che per questa voce ha impegnato il 57,96% dell’intera somma stanziata. Seguono la Bulgaria, con il 54,34% e appunto il nostro paese con il 53,89%. Il che significa che, per ogni euro speso in difesa, quasi 54 centesimi servono a pagare gli stipendi dei militari italiani.
La composizione degli eserciti
Fin qui i conti della Nato. Ma su quanti effettivi può contare l’Alleanza atlantica? In totale, nel 2025 si trattava di 3,3 milioni di persone. Di questi, ben 1,3 si mette sull’attenti quando sente intonare lo Star-Spangled Banner.
Più di un terzo dei militari dell’alleanza, in altre parole, è americano. Seguono la Turchia, con un esercito di 370mila persone, e la Polonia, che ne ha arruolate 253mila. L’Italia, con i suoi 194mila effettivi, rappresenta il quinto esercito Nato per numero di componenti, dietro la Francia che ne ha 202mila.
I dati sono stati estratti dal report utilizzando Claude Sonnet 4.6


