Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

La scienza come antidoto ai pregiudizi che ci condizionano nel rapporto tra i sessi, dialogo con Raffaella Rumiati

di webmaster | Apr 14, 2026 | Tecnologia


Che differenza c’è, ammesso che ci sia, tra un cervello femminile e uno maschile? È la domanda che alimenta l’ultimo libro di Raffaella Rumiati, La mente delle donne (Laterza, 2026). Neuroscienziata alla SISSA di Trieste, con una formazione che incrocia psicologia, filosofia e scienze cognitive, Rumiati ha scritto un libro agile, ma denso e rigoroso.

Durante l’intervista, le nostre parole hanno dato forma a un dialogo antico, tra scienza e filosofia, tra una donna e un uomo che si muovono sullo stesso terreno con strumenti diversi. Lei con i dati, io con i dubbi. Non avremo risolto la grande questione delle differenze tra i sessi, ma abbiamo provato almeno a evitare un errore comune: scambiare i pregiudizi per argomenti. E, questa volta, ho avuto davvero l’impressione che la neuroscienziata sia stata un po’ filosofa.

Il tuo libro affronta una domanda tanto semplice quanto esplosiva: esiste davvero una differenza tra cervello femminile e cervello maschile? Dal punto di vista delle neuroscienze, che cosa sappiamo davvero?

Acquista La mente delle donne Laterza

Sappiamo che esistono differenze medie su alcune misure morfometriche, per esempio il volume complessivo, il volume relativo di alcune strutture, lo spessore corticale o alcuni indici di connettività. Ma si sa anche, ed è il punto più interessante, che queste differenze non si combinano mai in modo coerente fino a definire un “cervello rosa” e un “cervello blu”. Quello che si osserva è piuttosto un’organizzazione a mosaico: ogni individuo presenta una combinazione unica di tratti, alcuni più frequenti nei maschi, altri nelle femmine. La natura non sembra avere alcun interesse a produrre due modelli standardizzati; sembra preferire, di gran lunga, la variabilità

Concedimi una domanda tecnica: il fatto di essere una donna ha inciso, anche indirettamente, sul modo in cui hai scelto le fonti e interpretato i dati?

Le fonti hanno la cattiva abitudine di non adattarsi alla biografia di chi le legge. Direi quindi di no: essere donna non ha orientato la scelta delle fonti. Semmai può aver rappresentato un vantaggio, perché consente di dire alcune cose senza che vengano immediatamente interpretate come sospette.

Nel libro mostri come la sessualità femminile sia stata a lungo limitata e repressa. è dipeso solo dagli uomini o anche da un consenso femminile? C’è stato, in altre parole, del “fuoco amico”?

Le norme sociali funzionano proprio perché vengono condivise anche da chi ne è svantaggiato. Il patriarcato sopravvive anche perché trova sponda in forme di consenso e di trasmissione interna, talvolta anche femminili. Quindi sì, il “fuoco amico” esiste. Ma non tutte le responsabilità hanno lo stesso peso: interiorizzare una norma e costruirla non sono la stessa cosa. Confonderle avvalla una simmetria che a lungo non c’è stata.

Esiste una analogia tra la oggettivazione della donna a corpo e l’oggettivazione dell’uomo a fornitore di risorse?

È una buona analogia, ma, come tutte le buone analogie, rischia di funzionare troppo bene in superficie. Entrambi i casi riducono la persona a una funzione, ma non hanno la stessa profondità storica né gli stessi effetti sistemici. Nel caso dell’oggettivazione, la riduzione del corpo femminile a oggetto ha effetti deleteri: può erodere aspetti centrali dell’identità e dell’autostima della donna e influenzare il modo in cui percepisce altre donne e persino sé stessa. Nel caso del breadwinner, invece, il problema è diverso: gli uomini si trovano spesso esposti a richieste tra loro contraddittorie, cioè essere al tempo stesso principali fornitori di risorse e partner pienamente coinvolti in relazioni più simmetriche. È una tensione reale, ma di natura diversa. Direi: stessa grammatica, conseguenze molto diverse.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0