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La serie su Netflix Motorvalley รจ un viaggio tra i motori che non cerca il sorpasso azzardato

di webmaster | Feb 10, 2026 | Tecnologia


Motorvalley รจ quello che fa per voi se aspettavate una serie che parlasse dei motori di casa nostra, per cosรฌ dire. Il Gran Turismo รจ protagonista di questi sei episodi firmati da Matteo Rovere e la sua Groenlandia, un prodotto leggero ma non superficiale, accessibile, creato per un pubblico trasversale, ma soprattutto per gli amanti della velocitร  e delle auto.

Donne e motori ma non come รจ stato fino ad ora

Motorvalley รจ il nome con cui viene definita l’Emilia Romagna, dove sono nati i grandi nomi dell’auto italiana. Ferrari, Maserati, Ducati, Lamborghini, Stanguellini e tanti altri, insomma qui si nasce con il carburatore giร  nel cuore, per cosรฌ dire. Parliamo di un sistema che non รจ solo economico, ma ha creato una vera cultura dell’auto, e dove sport e identitร  contano tantissimo. Ed รจ qui che facciamo al conoscenza di Elena Dionisi (Giulia Michelini). La scuderia di famiglia, tra le piรน importanti del Gran Turismo, e che in passato aveva in lei la mente e il cuore, รจ ora nelle mani del fratello Giulio (Giuseppe Spata), con il quale i rapporti sono a dir poco al minimo. Elena infatti รจ stata squalificata e allontanata per condotta irregolare, ma ora, un anno dopo, vuole tornare nella mischia e decide di fondare una nuova scuderia. I suoi passi si incrociano con quelli della giovane, ribelle ma talentuosissima Blu Venturi (Caterina Forza), che รจ tanto veloce in pista quanto a finire nei guai. Serve un mentore ed รจ qui che fa la sua comparsa Arturo Benini (Luca Argentero). Ex pilota, promessa mai mantenuta del volante, pure lui se la passa malino, anche economicamente, e diventerร  l’allenatore di Blu. Ma il trio dovrร  vedersela con problemi economici, caratteri poco compatibili, una concorrenza agguerrita e anche qualche personaggio poco raccomandabile che infesta la Motorvalley.

serie tv febbraio

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Matteo Rovere ci ha regalato dieci anni fa Veloce come il vento, film di assoluto pregio sul tema, oggettivamente il migliore di sempre mai fatto in Italia. Ora, dopo La legge di Lidia Poet e Supersex, torna su Netflix scaldando ancora una volta gli pneumatici con questi sei episodi, scritti assieme a Francesca Manieri e Gianluca Bernardini. Il risultato finale? Interessante e anche di difficile decifrazione, ma non nell’accezione negativa del termine. Perchรฉ Motorvalley รจ sรฌ un prodotto declinato in modo palese per il nostro pubblico televisivo piรน normy, ma allo stesso tempo qualcosa di piรน complesso. La cosa piรน strana di cui mi sono accorto guardando gli episodi, รจ che i suoi difetti o punti deboli, palesi e mai nascosti, alla fine hanno contato come i suoi pregi per dargli un’identitร  chiara, per nulla disprezzabile. Ci si diverte a seguire Giulia Michelini e Caterina Forza, due lati della stessa medaglia, due donne in un mondo di motori che รจ stato sempre dominato dagli uomini. Il tema รจ sviluppato bene, senza essere troppo retorico o telefonato, Rovere sceglie una declinazione piรน sotterranea, meno populista e sgraziata di quanto tanti altri avrebbero fatto. Anche per questo, Motorvalley riesce a donarci dei personaggi con cui รจ facile empatizzare, non perchรฉ si rifanno semplicemente a qualcosa di noto (il pilota che ha fallito, il giovane talento, la manager ambiziosa), ma perchรฉ tutto va verso una direzione coerente e godibile, per quanto un po’ telefonata.

Una serie che bilancia benissimo pregi e difetti

Giulia Michelini di donne forti ce ne ha date tante in carriera, questa รจ una delle piรน interessanti, perchรฉ tormentata da errori, dubbi e dal fatto di essere vista come l’eterna seconda, in una dinastia molto maschio-centrica. Bene anche la Forza, con questa aspirante pilota tosta, incostante, senza grandi punti di riferimento, incorreggibile almeno fino ad un certo punto. Luca Argentero รจ forse il segreto dietro la gradevolezza dell’insieme. Per quanto la parlata romagnola lasci a desiderare (ci hai provato), dimostra di calarsi bene nel personaggio, questo scafato ex talento di provincia, flemmatico, un po’ orso, dalla battuta pronta, che a parte i motori non รจ che se la cavi molto bene con il resto della vita. Motorvalley forse aggiunge un po’ troppa carne al fuoco questo sรฌ. Se Rovere si fosse limitato a creare una sorta di Cobra Kai tricolore, per intenderci, un classico racconto di rivalsa, sarebbe stato piรน semplice. Infilarci dentro padri malati o defunti, liaison romantiche lampo, oltre alla dinamica familiare giร  citata, fa a volte perdere equilibrio all’insieme, allunga il brodo senza che ve ne sia motivo. F1, Le Mans โ€˜66 e Rush e lo stesso Veloce come il vento ci hanno insegnato che tutto deve ruotare attorno al motore ruggente, alla velocitร , all’epica sportiva, gli altri ambiti devono fungere da puntello e contorno. Motorvalley qui paga un po’ troppo dazio alla fiction italiana classica, per cosรฌ dire.

La Mercedes 300 Sl di Brick Link

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La regia in Motorvalley รจ convincente, le scene di corsa, sia sportive che non, sono state girate con grande cura, il lavoro degli stunt e dei preparatori รจ chiaramente di alto livello. Altra sorpresa gradita (e non l’avrei dato per scontato) รจ la chimica tra i protagonisti, al di lร  di un eccesso di ambizione che li permea, con Blu per esempio che pare essere stata creata quasi a comprendere in sรฉ ogni concetto di diversitร  che fosse possibile immaginare, anche a costo di andare fuori pista. Ma presi assieme, hanno comunque la capacitร  di farci credere a questa storia impossibile, come solo quelle di ogni sport movie che si rispetti sanno essere fin dai tempi di Rocky Balboa. I dialoghi pure non sono male, diversi i momenti divertenti che funzionano, quelli toccanti o romantici invece sono un po’ ficcati in mezzo a forza, quasi di fretta, ma era scontato succedesse in un prodotto di questo tipo. Non farร  la storia del genere Motorvalley, ma รจ un prodotto assolutamente godibile, appartiene a quell’intrattenimento che al pubblico moderno piace e segue con entusiasmo, e ha anche la capacitร  di onorare una regione, una cultura, una passione. Bello come poi non si spinga sulla retorica del vincente a tutti i costi, dell’eccezionalismo, ma su quella del limare i propri difetti e perdonare agli altri i loro. In fondo, qui siamo in Emilia Romagna, non in California, per fortuna.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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