La situazione delle proteste a Hong Kong sta peggiorando


Nel weekend alcune persone che avevano preso parte a una protesta sono state picchate da un gruppo di uomini armati. A manifestare sono gli anti-cinesi, ma ci sono state anche nutrite contro-manifestazioni

(foto: Billy H.C. Kwok/Getty Images)

Non c’è pace a Hong Kong. Domenica 21 luglio i manifestanti sono scesi in strada per la settima settimana consecutiva per chiedere più democrazia e più libertà da Pechino (la città-stato fa parte della Cina, ma è formalmente autonoma dal 1997). Mentre tornavano a casa, alcuni di loro sono stati picchiati da un gruppo di uomini armati con mazze e bastoni, che indossavano una maglietta bianca e una mascherina sulla bocca.

Il pestaggio

L’aggressione è avvenuta intorno alle 22.30 ora locale, quando in Italia era pomeriggio, nella stazione ferroviaria di Yuen Long. Gli uomini hanno colpito indistintamente sia chi aveva preso parte alle proteste sia gli altri pendolari, ma anche i giornalisti che stavano cercando di riprendere quanto stava succedendo. Alcuni hanno provato a proteggersi con gli ombrelli. Alla fine il bilancio è stato di 45 feriti, di cui uno grave. L’attacco è stato ripreso dalle telecamere ma la polizia è intervenuta solo un’ora dopo, quando molti se n’erano già andati. Gli agenti sono stati anche criticati perché non hanno arrestato nessuno, nonostante alcuni aggressori fossero rimasti nei paraggi della stazione.

Sul caso è stata aperta un’indagine e sembra che la polizia abbia arrestato due uomini. Le cause del pestaggio però non sono ancora chiare. C’è chi ha parlato di comuni malviventi, chi di appartenenti alla criminalità organizzata e chi ha ipotizzato un collegamento con Pechino a causa di un video in cui si vede il politico filocinese di Hong Kong Junius Ho parlare e stringere le mano ad alcuni di questi uomini. Ho ha però negato ogni coinvolgimento.

Molti, ora, hanno paura che l’attacco si ripeta. Lunedì mattina la polizia ha scoperto che alcuni uomini vestiti di bianco – come gli aggressori di cui sopra – si erano radunati in un villaggio nei pressi della stazione ma non ha potuto fare niente perché non avevano con sé armi. Nel frattempo, alcuni commercianti che lavorano in zona hanno deciso di non aprire i negozi per ragioni di sicurezza.

Perché si protesta a Hong Kong

Le proteste a Hong Kong vanno avanti oramai da settimane. Inizialmente, le persone erano scese in strada per manifestare contro una legge in base alla quale chi era sospettato di un reato poteva essere estradato e processato in Cina. Quindi le proteste erano continuate, e il provvedimento era stato sospeso – ma non ritirato in via definitiva. Ora gli abitanti della città-stato asiatica chiedono essenzialmente più libertà e democrazia.

Domenica, poco prima dell’attacco, c’era stata anche una contromanifestazione. Entrambi gli eventi sono stati molto partecipati e hanno visto la presenza di decine di migliaia di persone; molte meno rispetto al milione di persone sceso in piazza poco più di un mese fa, ma comunque moltissime se si considera che a Hong Kong vivono circa 7 milioni di persone.

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