Il Cloud non Estingue la Responsabilità: La Questione della Sovranità dei Dati

Negli ultimi anni, molte aziende hanno abbracciato il modello Software as a Service (SaaS) con l’idea che affidare le proprie applicazioni al cloud possa comportare una sorta di “delega” della responsabilità sui dati al provider. Questa convinzione, sebbene diffusa, può rivelarsi insidiosa. Quando si verifica un problema, come una violazione dei dati o un’interruzione del servizio, le conseguenze di questa semplificazione possono essere gravi e costose.

Comprendere il Modello di Responsabilità Condivisa

Nel contesto del cloud computing, il modello di responsabilità condivisa definisce chiaramente le aree di competenza tra provider e cliente. Mentre il fornitore si occupa della sicurezza fisica e della gestione delle infrastrutture, il cliente conserva la responsabilità sui propri dati, inclusi accessi, configurazioni e procedure di recupero in caso di emergenza. Questa distinzione è vitale, in particolare per le imprese italiane, che devono considerare le norme e le leggi nazionali e europee sui dati, come il GDPR.

Quando le aziende italiane archiviano informazioni su piattaforme estere, anche se i server sono situati in Europa, potrebbero trovarsi a dover rispondere a normative di giurisdizioni esterne, come il Cloud Act degli Stati Uniti. Non si tratta semplicemente di dove si trovi fisicamente il dato, ma di chi ne detiene il controllo e quali normative sono applicabili.

Compliance: Un’Obbligatorietà Che Non Conosce Eccezioni

Negli ultimi anni, il panorama normativo ha generato nuove sfide. Direttive come DORA e NIS2 stanno imponendo alle aziende di adottare misure concrete per gestire i rischi operativi, inclusa la resilienza dei sistemi informatici. In Italia, le imprese devono fornire prove tangibili su come sono trattati e protetti i dati personali, andando oltre le semplici dichiarazioni.

Negli Stati Uniti, regole come quelle della SEC in materia di revelazione degli incidenti di cybersecurity stanno aumentando la pressione sui soggetti quotati. Pertanto, una risposta come “i dati sono nel cloud, ma non sappiamo esattamente dove” non è più accettabile. La responsabilità ricade sempre sull’azienda, anche nei casi in cui la gestione dei dati è delegata a un fornitore.

Maggiore Resilienza Attraverso Backup e Indipendenza

Un’altra problematica rilevante è la resilienza operativa. Molte organizzazioni italiane ritengono di essere al sicuro grazie all’uso di soluzioni di backup. Tuttavia, è cruciale chiedersi: “Il nostro backup è realmente indipendente dal sistema principale?”. Se il backup si trova sulla stessa infrastruttura del provider, si tratta solo di una ridondanza, non di una protezione autentica. In situazioni critiche, come le interruzioni di servizio o le crisi geopolitiche, è necessaria una distanza reale, un sistema di protezione capace di funzionare a prescindere.

La sovranità dei dati non implica soltanto il controllo, ma anche la sicurezza di poterli recuperare in qualsiasi circostanza, da uno spazio di archiviazione a scelta, senza vincoli imposti da un provider specifico.

La Necessità di una Pianificazione Strategica

Infine, un aspetto spesso trascurato è la portabilità dei dati. Le aziende devono contemplare la possibilità di cambiare provider o di abbandonare un ambiente cloud se le circostanze lo richiedono. Ciò implica avere formati di esportazione utilizzabili e attese realistiche per il ripristino dei dati. Non affrontare queste problematiche in tempi “normali” potrebbe risultare disastroso in situazioni di emergenza, dove le soluzioni tardive sono spesso costose e complesse.

Conclusione: La Sovranità dei Dati è una Priorità

Il cloud computing ha rivoluzionato la gestione delle infrastrutture digitali, rendendo l’innovazione più accessibile e abbassando i costi. Tuttavia, ha anche distribuito le responsabilità in un modo che richiede un’attenzione rinnovata. Ogni responsabile IT e della sicurezza dovrebbe porsi domande fondamentali sulla sovranità dei dati: dove si trovano realmente, chi li controlla e come può essere garantito l’accesso necessario. Nel modello a responsabilità condivisa, i provider fanno la loro parte, ma la responsabilità finale ricade sempre sull’utente, che deve essere pronto a garantire la sicurezza e la protezione dei propri dati.