Un giorno negli anni Novanta qualcuno ha deciso di registrare un messaggio che riteneva importante su una musicassetta. Qualcuno nel 2026 l’ha poi trovata in un mercatino a Barcellona, ne ha ascoltato il contenuto e ha deciso di metterlo online, facendo però un passo in più: creare una piattaforma online che permetta agli utenti di fare altrettanto con musicassette trovate in giro per il mondo. Una sorta di raccolta digitale condivisa. L’idea è di Seva Varfolomeev, designer e fondatore del Retry Studio, fondato circa un anno fa a Barcellona, e i materiali sono consultabili alla pagina di Intertapes: “Ho avuto per la prima volta l’idea di un progetto legato alle musicassette nel 2021, dopo aver letto della morte di Lou Ottens, l’ingegnere Philips dietro l’audiocassetta e co-inventore del CD – racconta a Wired il fondatore – Questo mi ha portato a interessarmi al nastro magnetico come tecnologia e alla storia dei formati audio concorrenti nel corso dei decenni. Ho iniziato leggendo e illustrando vari formati di nastro, che in seguito sono diventati la pagina Formats del sito. In parallelo, ho cominciato a digitalizzare le cassette che trovavo viaggiando, che erano spesso senza etichette o con scritte strane, cercando di decifrarne il contenuto. Chi le aveva registrate e perché? A quale momento appartenevano? Questo processo si è trasformato in una sorta di gioco investigativo. Gli amici hanno iniziato a portarmi cassette insolite dai loro viaggi e la selezione è cresciuta poco a poco”.
Da archivio personale ad archivio condiviso
L’ispirazione per presentare il progetto online arriva direttamente dalle interfacce dei giochi dell’era PlayStation 1, in particolare da quei sistemi di inventario dove misteriosi oggetti 3D venivano mostrati con alcuni metadati e i commenti del protagonista. Da qui la struttura del sito con una libreria a griglia di oggetti 3D, ognuno dei quali apre una pagina dettagliata con scansioni delle copertine, etichette, note, osservazioni e risultati delle ricerche, così che l’esperienza sia più un’esplorazione che un semplice ascolto. Ogni cassetta diventa così un contenitore per una piccola storia, alcune decifrate, altre lasciate irrisolte. Nato come progetto individuale, col tempo ha iniziato a destare curiosità e altre persone hanno inviato cassette ritrovate, trasformando un archivio personale in un archivio condiviso: “Attualmente sto coinvolgendo designer e sviluppatori per automatizzare il processo di invio e pubblicazione – prosegue il fondatore – A lungo termine, vedo Intertapes come un archivio guidato dalla comunità, con contributi da diverse parti del mondo che aggiungono così frammenti delle loro culture locali”.
Vengono evitate le pubblicazioni ufficiali e di massa, concentrandosi invece su registrazioni uniche e oscure: DJ mix, demo, memo vocali, registrazioni radio, ambient recordings, rumori accidentali e software autoprodotto registrato su cassette per vecchi computer con unità a nastro. Un progetto che mantiene quindi un alone di mistero, invitando l’ascoltatore a ricostruire una storia piuttosto che consumare un’opera finita. Partito con una trentina di cassette, ora il catalogo sulla piattaforma online ne prevede altre 150 pronte per la pubblicazione, che provengono principalmente dall’Europa ma anche da Spagna, Germania, Turchia, Georgia e Serbia; quelle in arrivo dagli Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi, Francia, Guinea e altri paesi. Anche se più cassette provengono dallo stesso luogo “possono comunque rappresentare lingue o contesti culturali completamente diversi”.
Dalle dichiarazioni d’amore ai viaggi nel tempo
Tra le storie pubblicate, una in particolare è rimasta nel cuore di chi ha lanciato il progetto: “Una delle mie preferite nell’archivio pubblicato si intitola “From Luis Miguel to Raquel”. È una lettera di un uomo non vedente a una conduttrice radiofonica della cui voce si era innamorato. L’ho trovata in un mercatino delle pulci, in una scatola di cassette altrimenti insignificanti. Aveva un’etichetta scritta in Braille e si distingueva subito, promettendo un contenuto unico. La registrazione è straziante, profondamente intima e un po’ scomoda da ascoltare. Chiaramente non era mai stata pensata per essere ascoltata da altri (e probabilmente non lo è stata), il che rende il suo percorso verso la pubblicazione ancora più inaspettato”. Ci sono però dei veri viaggi nel tempo: una delle cassette in uscita è una registrazione della 24 Ore di Le Mans del 1992, catturata da diversi punti lungo il circuito, piena di motori ruggenti, annunci, conversazioni tra il pubblico e musica in sottofondo: “Un’opportunità per vivere un evento di oltre 30 anni fa attraverso un paesaggio sonoro. È diverso, ad esempio, dai filmati documentari, perché il formato solo audio ti permette di immergerti completamente, riempiendo le immagini con la tua immaginazione”.
Per il futuro del progetto anche materiali VHS: “Mi interessano filmati documentari rari, materiali aziendali interni, contenuti educativi e promozionali, oltre a grafica televisiva e animazione. conclude – Esistono già enormi collezioni di vecchi spot digitalizzati (e non posso competere con la loro scala), cerco modi per creare valore attraverso la curatela e la catalogazione, trasformando questo materiale in una selezione di riferimenti visivi stimolanti con un contesto culturale e storico”.

