Space Oddity uscì in un’epoca in cui delle canzoni venivano fatte varie versioni destinate ai diversi mercati. Così David Bowie incise il suo classico in una versione italiana, con il testo scritto da Mogol, uno dei grandi parolieri italiani. Che scelse di scrivere un testo che si discostava completamente da quello della canzone originale. “Mi sembrava ridicolo che David registrasse la canzone con quel testo” disse Kenneth Pitt, allora manager di Bowie. “Ma ci spiegarono che Space Oddity non poteva essere tradotta in modo da essere comprensibile agli italiani”. Che poi, chissà che cosa non avremmo capito noi italiani… Ma, in ogni caso, piuttosto che fare una traduzione della canzone originale, scrivere un altro testo, più nelle corde di Mogol, può aver avuto un senso. Ragazzo solo ragazza sola fu registrata ai Morgan Studios il 20 dicembre 1969, con Claudio Fabi come produttore e e consulente per l’accento italiano di Bowie. In Italia uscì nel 1970. In seguito sarebbe stata inclusa nella raccolta Bowie Rare. Ma due band italiane, la storica Equipe 84 di Maurizio Vandelli e The Computers (con l’arrangiamento di Gian Piero Reverberi), registrarono la loro versione della canzone, che uscì prima di quella di Bowie. E pare che la versione di Bowie fu registrata proprio perché l’editore voleva eclissare le produzioni italiane.
Tu ragazza sola come me…
Così, nella versione di Mogol, l’odissea nello spazio del Maggiore Tom diventa una storia molto semplice, quella di un ragazzo e una ragazza abbandonati dai rispettivi amori. “La mia mente ha preso il volo. Un pensiero, uno solo. Io cammino mentre dorme la città. I suoi occhi nella notte. Fanali bianchi nella notte. Una voce che mi parla chi sarà?”. Ogni volta che partono gli ipnotici accordi di chitarra acustica della canzone, sentire queste parole invece che “Ground control to Major Tom” risulta piuttosto straniante. Ma la voce di Bowie è magica e, in ogni caso, la canzone funziona. “Dimmi ragazzo solo dove vai. Perché tanto dolore? Hai perduto senza dubbio un grande amore, Ma di amori è tutta piena la città” recita invece il testo del ritornello.
Quanto a Space Oddity (che Bowie avrebbe ripreso, nel 1980, con Ashes To Ashes, tratta da Scary Monsters, una canzone che riporta in vita il Major Tom), sembra strano a credersi, fu un grande successo ma non la fama definitiva per David Bowie. Fu infatti l’unica sua presenza in classifica fino a Starman, arrivata tre anni dopo. Ma questa è un’altra storia. Stava per arrivare l’alieno, Ziggy Stardust. E il definitivo ingresso nel mito.

