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La “trappola del miele” corre sui social, le nuove strategie dello spionaggio russo e cinese per sedurre la Silicon Valley

di webmaster | Feb 6, 2026 | Tecnologia


La posta in palio è alta. E chi vince la corsa tecnologica, potenzialmente vince tutto. Scoprire i segreti tecnologici altrui — o intercettare talenti, idee e proprietà intellettuale prima che diventino vantaggio competitivo — significa accorciare i tempi dell’innovazione e ridurre i costi della competizione strategica.

La seduzione come tecnica di intelligence

Dopo la pubblicazione dell’inchiesta del Times, Aliia Roza — presentata da alcuni media come ex agente dei servizi russi — ha descritto in un’intervista al New York Post il funzionamento della cosiddetta “trappola al miele”. Secondo Roza, l’operazione inizia con una fase di esposizione ripetuta e apparentemente casuale: comparire più volte nella vita dell’obiettivo, online o offline, prima ancora di stabilire un contatto diretto. Può trattarsi di una presenza ricorrente nello stesso bar, in palestra o di interazioni continue sui social network. Quando poi avviene l’incontro, ha detto Roza, il terreno psicologico dell’interlocutore è già pronto per essere colpito. È a quel punto che, secondo Roza, inizia la fase più delicata: la manipolazione emotiva che talvolta arriva al ricatto.

Non è un segreto che durante tutta la Guerra fredda esistessero divieti per i diplomatici americani e britannici di intrattenere relazioni con cittadine sovietiche, proprio per ridurre il rischio di operazioni di spionaggio – ha commentato Andrej Soldatov, caporedattore di agentura.ru, un sito russo indipendente che racconta le attività dei servizi segreti –. Per gli americani questo divieto è stato revocato solo all’inizio degli anni Novanta, per i britannici ancora più tardi. Il tema è tornato d’attualità negli ultimi anni, soprattutto dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, quando il corpo diplomatico statunitense ha iniziato a interrogarsi sull’elevato numero di matrimoni tra funzionari americani e donne russe e sulle implicazioni di sicurezza che tali relazioni possono comportare”.

Nel marzo scorso, due cittadine bulgare e un loro connazionale sono stati riconosciuti colpevoli di spionaggio per conto della Russia, in quella che la polizia ha descritto come “una delle più grandi” operazioni di intelligence straniera mai scoperte nel Regno Unito. La cellula di cui facevano parte avrebbe architettato una serie di operazioni proprio usando la “trappola del miele”.

L’HumInt nell’era dei social network

Se le trappole del miele sono vecchie quanto lo spionaggio, la vera novità nell’era di internet e dei social network sta nel fatto che l’esposizione delle nostre vite sui social rende l’HumInt (Human Intelligence, ovvero l’attività di intelligence che raccoglie informazioni per mezzo di contatti interpersonali) un processo più semplice, replicabile e potenzialmente scalabile: le informazioni che un tempo richiedevano anni di lavoro operativo — raccolta di dati, contatti, costruzione di relazioni — oggi sono facilmente accessibili grazie alle piattaforme come LinkedIn che contengono competenze, reti di contatto e traiettorie di carriera, riducendo drasticamente i costi di individuazione e avvicinamento dei bersagli.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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