L’accessibilità dei festival musicali passa anche attraverso le nformazioni (o la difficoltà nel reperirle) sul sito ufficiale di un evento, che può comportare l’esclusione in partenza di chi, per svariati motivi, ha bisogno di organizzarsi con anticipo. Lo dimostra “Non c’è, non si trova, non esiste. Indagine sull’accessibilità della comunicazione dei festival italiani”, il report realizzato dal gruppo di ricerca Lato A – Il lato Accessibile della musica dell’associazione Caratteri Cubitali. L’osservatorio è nato nel 2022 ed è composto da volontari, attivisti e professionisti dell’accessibilità in ambito digitale, comunicativo e culturale.
“Il punto di partenza è molto concreto – dichiarano Simone Riflesso, attivista e presidente di Caratteri Cubitali, e Giada Pierallini, coordinatrice del progetto -, è l’esperienza diretta di chi prova a partecipare a un festival e si accorge che la prima barriera non è il gradino o la folla, ma la mancanza di informazioni. Molte persone con diverse disabilità hanno condiviso esperienze frustranti, simili fra loro, che partivano da un senso di ingiustizia ed esclusione, ancora prima di raggiungere la location. Volevano semplicemente partecipare a eventi pubblici, culturali e ricreativi, alla pari con gli altri, ma si sono sentite spesso escluse e ignorate perché la loro disabilità non veniva presa in considerazione”.
Nel report si parla del “paradosso del last minute”: mentre molte persone con disabilità necessitano di settimane o mesi per pianificare la propria partecipazione agli eventi di musica dal vivo, spesso le informazioni essenziali per l’accesso vengono condivise proprio negli ultimi giorni prima dell’inizio della manifestazione.
L’indagine
L’indagine analizza 100 festival musicali che si sono svolti (per il 79% all’aperto) in Italia nel periodo che va dal 30 aprile al 16 novembre 2025. Le regioni con maggiore incidenza sono Toscana (14 eventi), Lombardia (10) ed Emilia Romagna e Piemonte (9). Queste aree, con la Lombardia in testa, sono le stesse che guidano la classifica del database nazionale del DBFest, gestore del portale TrovaFestival, attivo dal 2017. La durata più frequente degli eventi è di quattro giorni. La scelta delle manifestazioni è avvenuta sulla base degli interessi dei nove volontari che hanno realizzato la ricerca.
“I profili sono vari: alcune lavorano professionalmente con l’accessibilità, altre hanno disabilità o stanno iniziando a studiare questi temi. Questo ha permesso di avere punti di vista diversi”, spiegano Riflesso e Pierallini. Le schede sono state compilate due giorni prima dell’inizio dei festival. Il questionario presenta domande aperte e chiuse ed è suddiviso in sei sezioni: accessibilità, contatti, biglietti, orientamento, cibo, sicurezza e benessere. Sono presenti anche alcuni quesiti sull’autovalutazione e l’esperienza di navigazione.
I dati
Il 51% dei festival analizzati non presenta una pagina dedicata all’accessibilità e nel 49% dei casi le informazioni sono completamente assenti. “Questo vuol dire lasciare i clienti con disabilità totalmente abbandonati e sprovvisti di strumenti per partecipare”, aggiungono Riflesso e Pierallini.


