L’algoritmo di X sposta a destra le opinioni politiche di chi usa la piattaforma. È questa la sintesi di una ricerca pubblicata lo scorso febbraio su Nature, una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo. Da anni ormai si parla degli algoritmi come di una variabile capace di influenzare gli esiti delle elezioni politiche. Fino a oggi però, le evidenze che questo accadesse davvero erano state piuttosto ridotte. Sembra controintuitivo, ma gli studi principali sugli algoritmi dei social media avevano finora dimostrato che, all’interno di queste piattaforme, quando i meccanismi di raccomandazione venivano disattivati, le posizioni politiche non cambiavano.
In precedenza, uno studio condotto su Facebook e Instagram durante le elezioni americane del 2020 aveva mostrato che sostituire il feed algoritmico con uno cronologico non produceva effetti rilevabili sulla polarizzazione o sulle opinioni politiche degli utenti. Nonostante i cambiamenti sostanziali nei contenuti visti, e la riduzione del tempo passato online, gli utenti rimanevano sostanzialmente sulle loro posizioni.
Cosa dice lo studio
Su queste premesse, gli autori della ricerca hanno costruito il loro studio. Nell’estate del 2023 il gruppo di ricercatori ha contattato migliaia di utenti americani di X attraverso i sondaggi di YouGov e fatto loro una richiesta semplice: per le prossime sette settimane dovevano seguire i suggerimenti del feed assegnato. Il campione era diviso in due gruppi: uno utilizzava il feed algoritmico, quello con le raccomandazioni “For You” che X mostra di default. L’altra metà usava il feed cronologico, in cui i post appaiono nell’ordine in cui sono stati pubblicati dagli account seguiti, dal più recente al più vecchio. Entrambi poi sono stati ulteriormente divisi in due sottogruppi, mantenendo o cambiando il tipo di feed per stabilire come cambiassero le loro opinioni.
Prima di iniziare, i partecipanti dovevano compilare un questionario e indicare il partito politico di riferimento, le opinioni su immigrazione, inflazione e criminalità, cosa pensano delle indagini su Donald Trump e come valutano l’operato presidente ucraino Volodimir Zelensky sulla guerra in Ucraina, per esempio. Sette settimane dopo, veniva loro richiesto di compilare lo stesso sondaggio.
I numeri del fenomeno
Analizzando oltre 260.000 post mostrati ai partecipanti, i ricercatori hanno individuato differenze sistematiche nell’esposizione ai contenuti quando gli algoritmi di raccomandazione venivano disattivati. L’esposizione ai contenuti selezionati algoritmicamente portava gli utenti a seguire account di attivisti politici conservatori. La piattaforma di Elon Musk amplificava in modo sproporzionato i contenuti repubblicani, penalizzava i post dei media tradizionali e promuoveva i post con maggiore capacità di coinvolgimento.
Dopo sette settimane, gli utenti con feed algoritmico mostravano di essere più inclini a dare priorità all’agenda repubblicana. Temi come inflazione, immigrazione e criminalità avevano maggiore priorità (+4,7%). Erano il 5,5% più propensi a ritenere inaccettabili le indagini penali su Trump, descrivendole come contrarie allo stato di diritto, lesive della democrazia, un tentativo di bloccare la campagna elettorale e un attacco alle persone come loro. Sulla guerra in Ucraina invece, erano il 7,4% meno propensi ad avere un giudizio positivo del presidente Zelensky.

