C’è un saluto che una generazione intera non ha mai dimenticato. Non è una parola vera e propria, non esiste in nessun dizionario ma chiunque sia cresciuto tra gli anni ’80 e ’90 davanti alla tv sa benissimo cosa significa, e soprattutto sa perfettamente chi è stato a pronunciarlo per la prima volta. Ncha, o Ciriciao nella versione italiana, era il biglietto da visita di Arale Norimaki, bambina con gli occhiali spessi, protagonista di Dottor Slump & Arale, la serie animata che ha debuttato sugli schermi giapponesi il 4 aprile 1981.
In Italia questa serie animata sarebbe arrivata qualche anno dopo, ovvero nel 1983, con il titolo Il dr. Slump e Arale, mentre nel 2001 una nuova edizione sarebbe approdata su Italia 1 con il titolo What a Mess Slump e Arale. Dopo 45 anni dall’esordio questa serie animata possiede ancora una propria anima inconfondibile, qualcosa che la distingue da tutto ciò che è venuto prima e dopo. Questo elemento determinante è dettato dal fatto che il suo autore, Akira Toriyama, ha plasmato una storia volutamente demenziale, leggera, che è riuscita a lasciare un’impronta profonda nella storia della cultura pop, e in modo particolarmente disatteso. Infatti Dr. Slump fu un esperimento, una piccola rivoluzione che nessuno aveva pianificato davvero.
Per comprendere ciò bisogna tornare indietro, ben prima del suo esordio televisivo. Toriyama, verso fine anni ’70, dopo aver lavorato come progettista di poster, decide di dedicarsi ai manga, proponendosi alla rivista Weekly Shōnen Jump. Qui conosce Kazuhiko Torishima, che sarebbe poi diventato il suo editor. Dopo qualche pubblicazione, Toriyama comincia a pensare a una storia precisa su uno scienziato stravagante, un robot gigantesco e avventure fantascientifiche. Il suo editor non è dello stesso avviso, anzi crede che il personaggio davvero interessante che avrebbe dovuto trainare l’intera storia, non sarebbe dovuto essere il dottore con le sue invenzioni, ma il robot. E quel robot sarebbe dovuto essere una ragazzina, Arale.
Il manga di Akira Toriyama
Quindi da comparsa del primo episodio, la robottina Arale sarebbe diventata la protagonista principale del manga. Una sfida non da poco per Toriyama che non era convinto di voler costruire un manga shōnen, tradizionalmente rivolto ai ragazzi, attorno a una protagonista femminile, e per questo si sarebbe scontrato molto con il suo editor, che gli aveva assicurato che se il manga fosse andato male e il pubblico non avesse apprezzato la robottina, avrebbe potuto cambiare completamente direzione. Ma lo scontro con il suo editor non finisce qui.
Toriyama decide di ispirarsi a lui per creare un personaggio all’interno del manga, l’arcinemico del Dr. Slump, Senbee Norimaki, ovvero il malvagio Dr. Mashirito, che prende il suo nome proprio dalla lettura in sillabe al contrario di Torishima. Il manga viene pubblicato e ottiene un grande successo, il pubblico si sarebbe innamorato di Arale al primo sguardo e, dopo solo sei mesi dall’inizio della serializzazione, Toriyama riceve una proposta da Tōei Animation per adattarlo in un anime. La serie animata debutta nell’aprile del 1981 e domina gli ascolti per cinque anni, arrivando a 243 episodi e cinque film cinematografici.

