Il dinamismo delle scene di combattimento è ineguagliabile: quando i personaggi si scontrano tra loro, emergono tutti gli stili di lotta, fatti di continue prove, allenamenti, rabbia e fatica, il tutto realizzato con grandissima cura dei dettagli. Le battaglie sono spettacolari, serrate, lunghissime, spesso anche interminabili (lo scontro tra Goku e Freezer in Dragon Ball Z è uno dei più lunghi della storia degli anime, estendendosi per 19 episodi), come sono spettacolari le trasformazioni dei Super Saiyan di livello in livello. Lo spettatore viene così trascinato dentro ogni sequenza d’azione, costruendo un legame autentico con i personaggi che, uno dopo l’altro, si confrontano con il mondo delle arti marziali e con i nemici che incontrano lungo il cammino. Ogni scontro, ogni combattimento è un tassello che porta i personaggi a maturare e a confrontarsi con la propria interiorità, perché Dragon Ball è, prima di tutto, una storia di crescita.
Goku non è altro che un essere alieno, nato su un pianeta alieno, governato da una società rigidamente gerarchica, il cui destino è scritto ancora prima di nascere. Un destino ostile che Goku ribalterà totalmente, con dedizione, sacrificio, perseveranza e una mentalità da vero lottatore, dimostrando che niente può fermare il suo impegno, la sua passione, neppure la sorte più infida e avversa. Toriyama ha tessuto una storia universale, accessibile a chiunque, la storia di un esiliato, di un ragazzo figlio di un pianeta che non conosce, erede di una tradizione oscura di cui ignora l’esistenza.
Nato Kakarot, Goku è un guerriero Saiyan, eppure è un terrestre perché per Toriyama l’appartenenza, come l’identità, si costruisce un gesto alla volta, ed è determinata da fattori esperienziali, emotivi e sociali. Toriyama lo dimostra affiancando a Goku la figura di Vegeta, il principe dei Saiyan. Stesso sangue, stesso potenziale, eppure a dividerli c’è un abisso di umanità, un divario che non viene mai colmato del tutto, ma che si restringe progressivamente. Vegeta è uno dei personaggi più interessanti e riusciti dell’intera storia, un uomo abissale, consumato dall’orgoglio, il più puro degli antagonisti che diventa un alleato senza tradire la propria complessità, destinato a vivere nell’ombra di un rivale che non potrà mai odiare completamente né amare apertamente.
Le radici culturali di Dragon Ball
Dragon Ball è la sintesi di tutto ciò che Toriyama ha amato e lo ha appassionato, come il celebre romanzo cinese il Viaggio in Occidente, Xīyóu Jì in lingua originale, attribuito a Wú Chéng’ēn, da cui il manga ha preso moltissimo in termini di storia e di personaggi, come lo stesso Goku, che prende ispirazione dal re scimmia Sun Wukong. La storia del romanzo è ispirata dal viaggio di un monaco buddista, di nome Xuanzang, che nel 627 D.C. andò in India per studiare i testi buddisti con lo scopo di diffonderli nel proprio Paese. Il monaco per questo viaggio portò con sé diversi discepoli come il re delle scimmie, a cui si uniscono altri personaggi come il maiale antropomorfo Zhu Wuneng e il demone fluviale Sha Wujing.


