Psichedelici creati dalle sacerdotesse nell’antica Grecia. Il fungo della segale cornuta sarebbe davvero stata tra gli ingredienti del ciceone, la bevanda sacra legata ai misteri eleusini, come ipotizzato da tempo. A confermare la presenza del fungo con proprietà tossiche e psichedeliche è oggi un team di ricercatori, in buona parte greci, neanche a dirlo. Anche nell’antica Grecia, spiegano, maneggiando soluzioni a base di cenere ed acqua, era possibile estrarre il potere allucinogeno dall’ergot senza rischiare di intossicarsi.
Le prove di quanto sostengono sono raccolte in uno studio apparso nei giorni scorsi su Scientific Reports. I ricercatori, spiegano, si sono imbarcati in questo lavoro desiderosi di approfondire i legami tra la recente riscoperta clinica di sostanze psichedeliche e il loro utilizzo in epoche antiche. In questo contesto ad attrarre la loro curiosità è stata in particolare la composizione del ciceone (kykeón), la bevanda consumata durante i misteri eleusini: quale sostanza, tra quelle ipotizzate, poteva conferirle il presunto effetto enteogeno, ovvero psicoattivo?
Il potere della Claviceps purpurea
Di contendenti ne sono stati suggeriti diversi. Per esempio l’alcol derivante dall’orzo fermentato, quindi la menta, il papavero da oppio e alcuni funghi psichedelici. Ma tutte queste ipotesi erano poco convincenti: queste sostanze non erano abbastanza allucinogene, o non abbastanza segrete, o non abbastanza abbondanti, spiegano. Ma rimaneva in piedi l’ipotesi dell’uso dell’ergot nel ciceone come potenziale agente psicoattivo, avanzata negli anni Settanta, proseguono. L’ergot è un fungo (Claviceps purpurea) che infetta i cereali, orzo compreso, e l’orzo era uno degli ingredienti del ciceone, le cui tracce sono state trovate anche in alcuni resti archeologici (per esempio in un vaso cerimoniale).
Oltre a queste testimonianze i ricercatori avevano bisogno di trovare delle prove più convincenti del suo possibile utilizzo, in particolare dovevano capire come superare il limite di tossicità dell’ergot (può causare infatti ergotismo, un’intossicazione che può anche essere mortale). “Se l’ergot fosse davvero un componente attivo del ciceone, con quali mezzi le antiche sacerdotesse eleusine riuscirono a sfruttarne il potenziale psicoattivo evitandone i devastanti effetti tossici?”, scrivono. E così hanno messo alla prova l’ipotesi secondo cui le sacerdotesse greche lavorassero il preparato con cenere ed acqua (o liscivia), testando diverse condizioni sperimentali, come riporta Phys.org.
Simulando questa preparazione con dell’ergot polverizzato e utilizzando diverse tecniche analitiche per osservare il prodotto di questa lavorazione hanno osservato l’effettiva conversione delle sostanze tossiche in sostanze psicoattive, come l’allucinogeno ergina (ammide dell’acido lisergico). “Questi risultati supportano l’ipotesi che le proprietà enteogeniche del ciceone potrebbero essere attribuite all’uso dell’ergot, come suggerito da R. Gordon Wasson, Albert Hofmann e Carl A. P. Ruck quasi mezzo secolo fa – scrivono nelle loro conclusioni – l’applicazione dell’analisi avanzata dei residui organici alle attuali e future scoperte archeologiche attuali provenienti dal sito di Eleusi potrebbe fornire le prove necessarie a corroborare e arricchire ulteriormente l’ipotesi della ‘Eleusi psichedelica’.


