Sebbene da un anno, ossia a gennaio 2025, l’Unione Europea abbia bandito il bisfenolo A in tutti i materiali a contatto con gli alimenti, è ancora possibile trovare nei supermercati lattine e barattoli che lo contengono. A tornare nuovamente sull’argomento è stato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova che, in un recente post pubblicato sul suo profilo Facebook, ha ricordato come nonostante questa sostanza sia associata a rischi per la salute, la normativa prevede un periodo transitorio per consentire alle aziende di adeguarsi alle nuove disposizioni, e permette quindi l’immissione in commercio di alcuni prodotti anche fino al 2028.

Il bisfenolo A

Il bisfenolo A (Bpa), come spiegano dall’Istituto superiore di sanità (Iss), è una sostanza chimica utilizzata dagli anni ’60 per la produzione di plastiche in policarbonato ed è presente, quindi, in molti oggetti di uso quotidiano, come nella carta termica degli scontrini e nei rivestimenti interni dei recipienti per alimenti (lattine per ceci, fagioli e lenticchie) e per bevande. Tuttavia, il bisfenolo A è un interferente endocrino, ossia una sostanza in grado di danneggiare la salute modificando l’equilibrio endocrino. “È un interferente endocrino, quindi mima gli estrogeni alterando il sistema ormonale”, si legge nel post di Bassetti. “Quindi fa sembrare che ci siano degli ormoni nel nostro corpo e può dare problemi, per esempio per la fertilità, per la pubertà precoce, ma anche per l’obesità, il diabete, anche alcuni tumori, per esempio, ormonodipendenti”.

Il divieto dell’Ue

Nel 2023 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha pubblicato i risultati di una nuova valutazione dei rischi derivanti dal bisfenolo A negli alimenti. In particolare, gli esperti hanno stabilito una nuova dose giornaliera tollerabile (Dgt) di 0,2 nanogrammi di bisfenolo A per chilogrammo di peso corporeo al giorno, una quantità di 20 mila volte inferiore rispetto alla precedente Dgt di 4 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno. I livelli di Bpa molto superiori alla nuova dose giornaliera tollerabile, secondo gli esperti, rappresentano un problema di salute per tutte le fasce d’età della popolazione generale, portando quindi l’Unione Europea ad adottare il Regolamento (UE) 2024/3190 che vieta appunto l’uso del Bpa nei materiali a contatto con gli alimenti. Un divieto che richiede tuttavia un periodo transitorio, permettendo alle aziende di potersi adeguare fino al 2028.

I consigli dell’esperto

Nel frattempo, tuttavia, Bassetti invita alla prudenza suggerendo ai consumatori alcuni semplici consigli. “Bisognerebbe evitare il consumo di alimenti in questo tipo di scatole o di lattine, non riscaldare i cibi in contenitori di plastica, soprattutto nel microonde, che potrebbero rilasciare queste sostanze”, si legge nel suo post. “Meglio acquistare alimenti in contenitori in vetro, acciaio o ceramica, sia per la conservazione sia per la cottura, incluso l’uso nel microonde”.

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