Scrivi un articolo chiaro, ben strutturato e leggibile. Mantieni i tag HTML.
Nel 2025 l’attività dei bot, software
automatizzati, basati sull’intelligenza artificiale è aumentata
del 300% nel mondo, l’editoria rappresenta il 13% del traffico
di questi software automatizzati basati sull’IA. E i chabot
hanno fatto diminuire del 96% il traffico delle visite ai siti
effettuate da fonti esterne. Sono i dati contenuti nella nuova
edizione dello ‘State of the Internet Report’ della società
tecnologica Akamai.
Il fenomeno mette in evidenza come i siti maggiormente ricchi
di contenuti siano diventati i principali obiettivi dello
‘scraping’ automatizzato, che letteralmente vuol dire
‘raschiare’ informazioni presenti sul web. Secondo il rapporto,
le società implementano sempre più bot basati sull’intelligenza
artificiale per raccogliere dati e addestrare i sistemi di IA
(Large Language Models) perchè così recuperano contenuti in
tempo reale per rispondere alle richieste degli utenti. E
fornendo risposte direttamente tramite l’Intelligenza
artificiale, si riduce la necessità per gli utenti di visitare i
siti originali dei creatori di contenuti.
Un cambiamento che sta influendo su numeri e profitti
dell’editoria. Se un recente rapporto del Reuters Institute ha
calcolato che l’Intelligenza artificiale ridurrà il traffico
internet verso i siti di notizie del 43% nel giro di tre anni,
il report di Akamai riporta un dato decisamente più negativo che
si rifà a una precedente ricerca di TollBit: ha rilevato che nel
quarto trimestre 2024 i chatbot hanno fatto diminuire di circa
il 96% il traffico delle visite ai siti effettuate da fonti
esterne, rispetto alle tradizionali ricerche effettuate su
Google “riducendo drasticamente una parte importante di pubblico
e una fonte di ricavi”.
FP

