Non solo, in Parlamento arriverà l’ennesimo decreto Sicurezza che si preannuncia controverso. “Questa è una legislatura che ammazza i diritti”, spiega ancora Laura Boldrini che argomenta: “È una legislatura che moltiplica i reati, aumenta le pene e basa tutto sulla repressione invece che sulla prevenzione. Hanno cancellato opzione donna, hanno fatto entrare le associazioni antiabortiste nei consultori e negli ospedali, nel ddl Valditara non hanno consentito l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole primarie rendendola possibile nelle secondarie solo con il consenso dei genitori. Giorgia Meloni dimostra continuamente che non basta essere donne per fare politiche a sostegno delle donne. Senza una prevenzione che porti a cambiare la mentalità patriarcale diffusa, la violenza non diminuirà, anche se si aggiungeranno altri reati al codice penale”.
La deputata del Partito democratico coglie quindi l’occasione per fare un bilancio di questi anni: “Sui diritti in generale **il governo ha preso una china molto pericolosa, ispirata da figure molto vicine alla premier come Viktor Orbán **(primo ministro dell’Ungheria, ndr) e Donald Trump: si prende di mira il dissenso reprimendo le proteste, si comprime il diritto d’asilo e nei confronti dei giovani non si fa nessuna prevenzione.
Le conseguenze del decreto Caivano
In tal senso, il “decreto Caivano” avrebbe riempito le carceri minorili “senza far nulla per fare in modo che quei minorenni non commettano più reati”. Oggi, sempre secondo la deputata, cittadine e cittadini rischiano di perdere il lavoro se protestano con un blocco stradale, rischiando fino a due anni di reclusione. Addirittura, se nelle carceri, nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e negli hotspot diventati luoghi degradati e invivibili, si dovesse decidere di dar vita a uno sciopero della fame o a una forma di resistenza passiva si rischierebbero fino a “cinque anni di pena”.
E l’ulteriore stretta sulla sicurezza
Boldrini poi si sofferma sull’articolo 31 dell’ultimo decreto Sicurezza, “quello che dà il potere alla presidente del Consiglio di autorizzare il personale dei servizi segreti a dirigere associazioni terroristiche, anche internazionali, che hanno come obiettivo l’eversione dell’ordine democratico, dando loro uno scudo penale”. Non si tratterebbe semplicemente della possibilità di infiltrarsi, ma una delega a organizzare e dirigere organizzazioni “comprando anche materiale esplosivo”.
E dopo una serie di provvedimenti spot, “spesso costruiti per cavalcare fatti di cronaca”, starebbe arrivando in Parlamento un nuovo decreto che si preannuncia “ancora più liberticida”. Boldrini rivela che “si parla di fermi preventivi di 12 ore, senza autorizzazione del giudice, che le forze dell’ordine possono eseguire addirittura prima di una manifestazione”. Oppure “pare che vi saranno nuove misure per impedire alle navi delle ong che salvano i migranti di entrare nelle acque territoriali”. Per arrivare a una “sorta di scudo penale per gli agenti di polizia che saranno sottratti al controllo della magistratura sull’uso delle armi per presunta legittima difesa”.
Quello in materia di sicurezza, appare come un decreto per i tempi che corrono, “improntato sulla repressione che non migliorerà certo la sicurezza delle cittadine e dei cittadini ma ne limiterà la libertà e i diritti”.


