Una lavastoviglie piccola – per lo meno quando parliamo di un modello da 45 cm – è in tutto e per tutto uguale a una lavastoviglie normale. Permette di ottimizzare il tempo a disposizione, di evitare inutili fatiche e di risparmiare acqua rispetto al lavaggio a mano, con un beneficio per l’ambiente (e per il portafogli) sul lungo periodo. Sulle soluzioni di fascia alta non mancano le tecnologie più innovative, come i sensori intelligenti per il rilevamento automatico del carico o le funzionalità smart per la gestione a distanza. Anche sul fronte dei cicli di lavaggio e di asciugatura non ci sono differenze sostanziali o restrizioni.
L’unico limite, proprio per le dimensioni ridotte, sta nella capacità che non supera gli 11 coperti e che sulle mini lavastoviglie può fermarsi a 2. Anche l’efficienza energetica può avere una piccola nota dolente, nel senso che le lavastoviglie più efficienti della categoria si fermano alla classe B (che comunque è un buon risultato). Detto questo, i vantaggi sono innegabili anche per la flessibilità di installazione che in alcuni casi non richiede nemmeno l’allaccio alla rete idrica né a quella di scarico, rendendosi sostanzialmente possibile in qualunque situazione.

