L’orologio dell’Apocalisse è appena stato impostato a 85 secondi dalla mezzanotte. A quasi 80 anni anni dalla sua creazione, questo tempo rappresenta il momento più vicino alla mezzanotte mai registrato dall’orologio nella sua storia. A riferirlo è stato il Bulletin of the Atomic Scientists Science and Security Board (Sabs), il consiglio di esperti chiamati ogni anno ad aggiornare le sue lancette, che ha evidenziato quest’anno la crescente minaccia delle armi nucleari, le tecnologie dirompenti come l’intelligenza artificiale, le molteplici preoccupazioni per la sicurezza biologica e la persistente crisi climatica.
L’orologio dell’Apocalisse
Noto anche come Doomsday Clock, l’orologio dell’Apocalisse è stato creato nel 1947, durante la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Si tratta, in sostanza, di una rappresentazione simbolica di quanto l’umanità sia vicina alla distruzione del mondo, con la mezzanotte che simboleggia appunto il momento in cui l’uomo avrà reso la Terra inabitabile. Lo scorso anno, ricordiamo brevemente le lancette erano state spostate a 89 secondi dalla mezzanotte, dopo i 90 secondi fissati nel 2023 e nel 2024, a causa degli insufficienti progressi nella lotta o nella regolamentazione delle sfide globali, tra cui il rischio nucleare, la crisi climatica, le minacce biologiche, le tecnologie dirompenti e la disinformazione. “Ogni secondo di ritardo nell’invertire la rotta – avevano riferito i membri del Sabs – aumenta la probabilità di un disastro globale”.
Ancora più vicini alla mezzanotte
Invece di prestare attenzione a questo avvertimento, tuttavia, quest’anno Stati Uniti, Russia, Cina e altri grandi Paesi sono diventati ancora più aggressivi e nazionalisti. “Le pericolose tendenze in materia di rischio nucleare, cambiamento climatico, tecnologie dirompenti come l’intelligenza artificiale e biosicurezza sono accompagnate da un altro sviluppo spaventoso: l’ascesa di autocrazie nazionalistiche in Paesi di tutto il mondo”, ha commentato durante la conferenza di quest’anno Daniel Holz, presidente del Sabs. “Le nostre più grandi sfide richiedono fiducia e cooperazione internazionale, e un mondo che si frantuma in un ‘noi contro loro’ renderà tutta l’umanità più vulnerabile“.
Il tempo stringe
Mentre le minacce globali si aggravano, evidenziano dal Sabs, c’è una mancanza di leadership. “Le intese globali duramente conquistate stanno crollando, accelerando una competizione tra grandi potenze che mina la cooperazione internazionale fondamentale per ridurre i rischi di una guerra nucleare, dei cambiamenti climatici, dell’uso improprio delle biotecnologie, della potenziale minaccia dell’intelligenza artificiale e di altri pericoli apocalittici”, spiegano gli esperti. “Troppi leader sono diventati compiacenti e indifferenti, in molti casi adottando retoriche e politiche che accelerano anziché mitigare questi rischi esistenziali”.
I secondi che rimangono
Sebbene sia un promemoria della vulnerabilità del mondo al punto di non ritorno, l’orologio dell’Apocalisse è anche il simbolo che c’è ancora tempo per agire per salvare l’umanità dall’orlo del baratro. Stati Uniti e Russia, per esempio, possono riprendere il dialogo sulla limitazione dei loro arsenali nucleari, mentre tramite accordi multilaterali e normative nazionali, si possono adottare misure adeguate per impedire lo sviluppo di vita sintetica speculare e per ridurre la possibilità che l’intelligenza artificiale venga utilizzata per creare minacce biologiche. Il Congresso degli Stati Uniti può fornire incentivi e investimenti che consentano una rapida riduzione dell’uso dei combustibili fossili, mentre Stati Uniti, Russia e Cina possono avviare un dialogo multilaterale per lo sviluppo di linee guida sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei loro eserciti, in particolare nei sistemi di comando e controllo nucleare. “I leader nazionali, in particolare quelli di Stati Uniti, Russia e Cina, devono assumere l’iniziativa di trovare una via d’uscita dal baratro”, hanno concluso gli esperti. “I cittadini devono insistere affinché lo facciano”.


