Per lungo tempo il segmento delle piastre per capelli a vapore è stato dominato da un’unica regina, la SteamPod di L’Oréal Professionnel, una piastra che ha praticamente inventato il genere, portando la tecnologia del vapore per lo styling dal salone professionale al bagno di casa. Oggi la situazione sta progressivamente evolvendo grazie a nuove proposte che si affacciano sul mercato, ugualmente valide e sicure. Cosa hanno in comune? Lisciano i capelli combinando l’azione del calore con quella del vapore che ha il potere di idratare e ridurre l’effetto crespo. In questa gallery abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere sull’argomento insieme ai migliori modelli del momento.
Cosa hanno di speciale le piastre per capelli a vapore
Dietro l’apparente complicazione del vapore c’è una logica semplice e scientifica. Il flusso caldo e controllato penetra nel capello prima che la ceramica lo tocchi, ammorbidendo la fibra e riducendo lo shock termico. In pratica, i capelli vengono preparati al calore, così la piastra deve lavorare meno per ottenere lo stesso risultato. A differenza di una piastra tradizionale, che lavora unicamente per conduzione termica, qui entra in gioco anche la trasmissione per convezione: il vapore penetra temporaneamente nella corteccia del capello, ammorbidendo le catene di cheratina e rendendo più agevole e fluida la modellatura meccanica.
Uno dei principali vantaggi, oltre al fatto che le piastre a vapore lasciano i capelli più morbidi e lucidi rispetto alle altre, sta nell’idratazione differenziale. Il vapore non inumidisce la fibra (come potrebbe fare una fonte di umidità esterna), ma ne ristabilisce il giusto grado di elasticità interna, impedendo al capello di seccarsi e di rompersi. Questo equilibrio termico consente di mantenere temperature operative leggermente inferiori (180-200 °C anziché 220-240 °C), con pari risultati di stiratura ma minore ossidazione superficiale.
Il primo limite è la gestione del vapore stesso. Serve acqua demineralizzata (quella del rubinetto tende a lasciare residui di calcare), il serbatoio va riempito e svuotato dopo ogni uso, e la manutenzione periodica è indispensabile per evitare ostruzioni nei microfori. Nulla di drammatico, ma può scoraggiare chi punta solo a una passata veloce prima di uscire. Inoltre, le temperature operative più basse (di solito 180-210 °C) sono ottime per la salute del capello, ma possono risultare insufficienti su chiome molto ricce o particolarmente spesse, dove la trazione meccanica fa ancora la parte del leone.
Le migliori secondo Wired
Ovviamente SteamPod 4 fa ancora da capofila, ma ci sono anche altre alternative da prendere in considerazione se non si intendono destinare 350 euro alla causa, grazie a qualche promozione e alle mire entry level di alcuni brand leader del settore. In questa gallery abbiamo raccolto le proposte più valide e credibili del momento, restando nel perimetro di marchi noti nel mondo dell’hair styling, a garanzia di qualità e sicurezza. Per chi poi volesse dedicarsi alla cura della propria chioma su altri fonti, ci sono ulteriori gallery sul tema, dagli asciugacapelli ionici agli styler ad aria, dagli arricciacapelli alle spazzole elettriche.


